Personalizzare il proprio spazio di lavoro: Discussione dei risultati

Personalizzare il proprio spazio di lavoro: Discussione dei risultati

 

Foto di Free-Photos da Pixabay

In generale i dati sono risultati piuttosto in linea con le nostre aspettative, costruite sulla base della letteratura esaminata: il grado di personalizzazione del proprio spazio di lavoro è infatti risultato positivamente correlato con la qualità dell’ambiente di lavoro, il commitment organizzativo, la volontà di rimanere nell’organizzazione, il grado di autonomia nel lavoro, l’identificazione con l’organizzazione e con la soddisfazione, ciò rafforza l’idea secondo cui la possibilità di personalizzare il proprio spazio sia associata, in generale, al benessere dei lavoratori ed anche a benefici per l’organizzazione, visto che correla positivamente con il commitment, la prospettiva futura e l’identificazione con l’organizzazione. Nonostante l’analisi della letteratura ci avesse suggerito una possibile correlazione tra la personalizzazione dello spazio e le relazioni con i colleghi, nel nostro caso non si è rivelata significativa. Gli indici di correlazione più alti sono invece emersi tra il commitment e la prospettiva futura, due fattori che effettivamente sono concettualmente molto vicini, e tra il commitment e le relazioni con i colleghi, a tale proposito possiamo ipotizzare che un clima interpersonale positivo possa avere un effetto anche sul commitment organizzativo, tuttavia non abbiamo verificato l’ipotesi di un effetto diretto tra queste due variabili. I risultati ottenuti sulla soddisfazione hanno rafforzato l’ipotesi secondo cui essa sia strettamente associata al commitment, alla volontà di rimanere all’interno dell’organizzazione ed anche alla qualità dell’ambiente di lavoro, sottolineando di nuovo l’importanza che ha l’ambiente fisico per il benessere dei lavoratori.

Per quanto riguarda gli oggetti presenti nel proprio spazio di lavoro, come già sottolineato, sono quelli che potremmo considerare più personali e decorativi (foto, piante, quadri, souvenir, cartoline) ad essere correlati con la soddisfazione ed anche, in generale, con la percezione di un’ambiente di lavoro più accogliente e confortevole. Anche la possibilità di intervenire sull’ambiente,

regolando la finestra, la temperatura, la luce e la seduta, ha mostrato un’associazione positiva con la percezione di un ambiente di lavoro più rilassante ed accogliente.

Rispetto alle motivazioni, per fare un confronto con le classifiche riportate in Noorian (2009) e in Wells (2000), abbiamo ordinato gli item in base alla media:

 

  1. “per ricreare un’atmosfera familiare” (M = 3.64)
  2. “per rispondere a necessità pratiche di lavoro” (M = 3.45)
  3. “per comunicare ad altri la mia identità ed individualità” (M = 3.41)
  4. “per motivi estetici” (M = 3.34)
  5. “per mostrare che quella postazione appartiene a me” (M = 3.09)
  6. “per regolare le interazioni con gli altri” (M = 3.01)
  7. “per comunicare il mio status all’interno dell’organizzazione” (M = 2.83)

 

La nostra classifica risulta abbastanza diversa sia da quella di Noorian che di Wells, ed è interessante che l’item con la media più alta si riferisca proprio alla necessità di ricreare un’atmosfera familiare nell’ambiente di lavoro.

La possibilità di affacciarsi su di un parco o uno spazio verde sembra essere associata ad una maggiore tendenza alla personalizzazione, nonché alla percezione dell’ambiente di lavoro come più rilassante, a differenza di chi invece si affaccia su strade ed edifici, ciò rinforza l’idea che avere la visuale su di uno spazio verde abbia dei benefici per i lavoratori; lo stesso dicasi per la possibilità di fare la pausa in un’area verde, anche in questo caso abbiamo osservato una differenza significativa  rispetto alla soddisfazione.

Per quanto riguarda il genere ci saremmo aspettati di trovare alcune differenze, soprattutto rispetto alla personalizzazione, come nelle ricerche di Noorian (2009) e Wells (2000). Magari avremmo potuto approfondire ulteriormente se vi fossero delle differenze nelle motivazioni andando ad analizzare ciascun item ed, in generale, avremmo potuto arricchire le informazioni circa le modalità di personalizzazione dello spazio, attraverso fotografie ed osservazioni dirette ad esempio.

Sono invece emerse differenze significative rispetto all’età, indicando una generale tendenza del gruppo con età inferiore a percepire in maniera più positiva l’ambiente di lavoro e l’organizzazione, tuttavia non è emersa una differenza significativa rispetto al grado di personalizzazione dello spazio, ma solamente circa la presenza di foto di amici/familiari.

 Infine, anche nel caso dell’anzianità all’interno dell’organizzazione non abbiamo riscontrato differenze significative in grado di supportare l’ipotesi che vi siano delle differenze nella personalizzazione dello spazio in base al tempo trascorso all’interno dell’organizzazione.

 


©  La personalizzazione del proprio spazio: una ricerca in ambito lavorativo – Dott.ssa Martina Mancinelli


 

 

Differenze di genere, età e anzianità 

Differenze di genere, età e anzianità

 

Foto di Free Photos da Pixabay

Infine abbiamo voluto verificare se vi fossero delle differenze rispetto al genere, all’età ed all’anzianità di lavoro (all’interno dell’organizzazione di riferimento in fase di compilazione del questionario), ci sarebbe piaciuto accogliere il suggerimento di Noorian (2009) e verificare delle eventuali differenze rispetto al tipo di professione, ma la varietà del nostro campione era talmente ampia che ci è risultato impossibile creare delle categorie professionali concettualmente significative.

 Anche in questo caso, per brevità, ci limitiamo a riportare solamente i risultati significativi.

Rispetto al genere, a differenza di quanto emerso in alcune ricerche, non abbiamo riscontrato nessuna differenza significativa.

Per quanto riguarda l’età, abbiamo suddiviso il campione in due gruppi in base all’età media del campione (41 anni) ed abbiamo applicato test del chi quadro e il t test. Il test del chi quadro ha rivelato che vi è una differenza significativa nella frequenza delle risposte date relativamente alla presenza di foto di amici\familiari nel proprio spazio di lavoro (?2(1) = 6.07, p = .017), nello specifico il gruppo d’età oltre i 40 anni presenta una frequenza (16) maggiore rispetto al gruppo più giovane (6). Dal test t è invece emersa una differenza significativa tra le medie dei due gruppi d’età rispetto all’item “cattiva/buona” riferito all’organizzazione (t(98) = 2.67, p = .009), più esattamente la media del gruppo di età fino a 40 anni (M = 3.86, SD = .13) è risultata maggiore rispetto a quella del gruppo con età oltre i 40 anni (M = 3.35; SD = .15); allo stesso modo, anche nell’item “inospitale/accogliente” riferito ancora all’organizzazione vi è una differenza significativa tra le medie dei due gruppi (t(98) = 2.05, p = .043) con media maggiore per il gruppo di età fino a 40 anni (M = 3.75, SD = .15) rispetto a coloro che hanno un’età superiore ai 40 anni (M = 3.35, SD = .12). Rispetto ai fattori, abbiamo osservato delle differenze significative tra le medie dei due gruppi nella componente sulle motivazioni (LM) (t(99) = 2.25, p = .025), con media maggiore (M = 3.45, SD = .10) nel gruppo fino a 40 anni rispetto al gruppo di età superiore ai 40 anni (M = 3.08, SD = .13); nella componente relativa al commitment (LC) (t(99) =  2.25, p = .027), di nuovo osserviamo una media più alta per il gruppo fino a 40 anni (M = 3.98, SD = .11) rispetto al gruppo di età superiore ai 40 anni (M = 3.60, SD = .12); infine nel fattore 2 (LB) (t(99) = 2.09, p = .040) si evidenzia una media maggiore nel gruppo di età fino a 40 anni (M = 3.40, SD = .10) rispetto al gruppo di età oltre i 40 anni (M = 3.09, SD = .11). In generale si osservano quindi medie più alte per il gruppo più giovane.

Rispetto agli anni di anzianità all’interno dell’organizzazione d’appartenenza, abbiamo suddiviso il campione in due gruppi: coloro che lavorano all’interno dell’organizzazione da un periodo minore o pari a 10 anni e coloro che invece fanno parte dell’organizzazione da più di 10 anni. Anche in questo caso abbiamo applicato sia il test del chi quadro che il test t. Dal test del chi quadro è emerso che vi è una differenza significativa nella frequenza delle risposte date rispetto alla presenza di foto di amici/familiari (?2(1) = 16.74, p = .000), nello specifico il gruppo con anzianità maggiore mostra una frequenza di risposta positiva (18) più alta rispetto al gruppo di anzianità minore (4). Questo risultato potrebbe essere in linea con il dato relativo al fatto che anche il gruppo di età maggiore tendeva a mostrare una frequenza di risposta più alta rispetto alla presenza di foto di amici e familiari. Possiamo immaginare che gli anni di anzianità siano associati ad uno status più elevato che permetterebbe a questi individui di avere maggiore libertà di personalizzare il proprio spazio attraverso foto di amici e familiari. Dal test t non sono invece emerse differenze significative né rispetto ai fattori né rispetto agli item con differenziale semantico.

 


©  La personalizzazione del proprio spazio: una ricerca in ambito lavorativo – Dott.ssa Martina Mancinelli


 

Differenze rispetto a posizione e luogo di lavoro

Differenze rispetto a posizione e luogo di lavoro

Differenze rispetto al luogo di lavoro

 

Foto di Firmbee da Pixabay

 

Per quanto riguarda i primi item, quelli relativi alla posizione del luogo di lavoro, solamente nei casi in cui la distribuzione dei partecipanti per ciascun gruppo è risultata omogenea, i dati sono stati analizzati applicando l’Anova ad una via. Solo pochi dati sono risultati significativi, di seguito riportiamo quello concettualmente più interessante per la nostra ricerca.

Rispetto al luogo (in piena città\nelle vicinanze di parchi o spazi verdi\nella zona industriale\in area residenziale) abbiamo riscontrato una differenza significativa tra le medie dei gruppi per quanto riguarda il commitment (F(3,93) = 3.21, p = .027): la media dei partecipanti che lavorano nelle vicinanze di parchi o spazi verdi (M = 4.13, SD = .88) è infatti maggiore della media di coloro che lavorano nella zona industriale (M = 3.24, SD = 1.07).

 

Differenze relative alla posizione del luogo di lavoro

 

Per quanto riguarda le differenze riguardanti gli altri item relativi alla posizione del luogo di lavoro, abbiamo analizzato i dati applicando il T test.

E’ stata osservata un differenza significativa (t(93) = -2.13, p = .036) tra le medie dei partecipanti che hanno una vista su strade ed edifici e quelli che invece si affacciano su un paesaggio naturale relativamente al grado di personalizzazione dello spazio, più esattamente sembrerebbe che i secondi (M = 3.88, SD = .52) tendano a personalizzare più dei primi (M = 3.47, SD = .09); inoltre si è anche visto che coloro che si affacciano su un paesaggio naturale hanno una media (M = 3.29, SD = .25) significativamente maggiore (t(93) = -2.51, p = .014) anche nell’item “stressante/rilassante” rispetto ai partecipanti con finestra affacciata su strade ed edifici (M = 2.59, SD = .12), a significare che tendono a percepire l’ambiente di lavoro come più rilassante rispetto agli altri.

Per quanto riguarda invece la presenza o meno di uno spazio verde in cui poter fare la pausa, abbiamo ottenuto una differenza significativa rispetto alla soddisfazione (t(98) = 2.12, p = .037), con media maggiore nei casi in cui vi era possibilità di accedere ad uno spazio verde (M = 5.13, SD = .18) rispetto ai casi in cui non era invece possibile (M = 4.63, SD = .15).

Anche rispetto all’item “pericolosa/sicura” riferito all’organizzazione abbiamo trovato una differenza significativa (t(100) = -2.79, p = .006) tra coloro che hanno accesso ad uno spazio verde (M = 3.45, SD = .20) e chi invece non ha questa possibilità (M = 4.08, SD = .13), in questo caso però, al contrario delle aspettative, sono i secondi a presentare una media più alta rispetto ai primi, forse dovuto al fatto che parlare di spazi verdi può essere associato alla presenza di parchi che, in certi casi, potrebbero dare la sensazione di scarsa sicurezza.

 


©  La personalizzazione del proprio spazio: una ricerca in ambito lavorativo – Dott.ssa Martina Mancinelli


 

Differenze rispetto luogo e posizione di lavoro

Differenze rispetto luogo e posizione di lavoro

Differenze rispetto al luogo di lavoro

 

 

 

Per quanto riguarda i primi item, quelli relativi alla posizione del luogo di lavoro, solamente nei casi in cui la distribuzione dei partecipanti per ciascun gruppo è risultata omogenea, i dati sono stati analizzati applicando l’Anova ad una via. Solo pochi dati sono risultati significativi, di seguito riportiamo quello concettualmente più interessante per la nostra ricerca.

Rispetto al luogo (in piena città\nelle vicinanze di parchi o spazi verdi\nella zona industriale\in area residenziale) abbiamo riscontrato una differenza significativa tra le medie dei gruppi per quanto riguarda il commitment (F(3,93) = 3.21, p = .027): la media dei partecipanti che lavorano nelle vicinanze di parchi o spazi verdi (M = 4.13, SD = .88) è infatti maggiore della media di coloro che lavorano nella zona industriale (M = 3.24, SD = 1.07).

 

Differenze relative alla posizione del luogo di lavoro

Per quanto riguarda le differenze riguardanti gli altri item relativi alla posizione del luogo di lavoro, abbiamo analizzato i dati applicando il T test.

E’ stata osservata un differenza significativa (t(93) = -2.13, p = .036) tra le medie dei partecipanti che hanno una vista su strade ed edifici e quelli che invece si affacciano su un paesaggio naturale relativamente al grado di personalizzazione dello spazio, più esattamente sembrerebbe che i secondi (M = 3.88, SD = .52) tendano a personalizzare più dei primi (M = 3.47, SD = .09); inoltre si è anche visto che coloro che si affacciano su un paesaggio naturale hanno una media (M = 3.29, SD = .25) significativamente maggiore (t(93) = -2.51, p = .014) anche nell’item “stressante/rilassante” rispetto ai partecipanti con finestra affacciata su strade ed edifici (M = 2.59, SD = .12), a significare che tendono a percepire l’ambiente di lavoro come più rilassante rispetto agli altri. Per quanto riguarda invece la presenza o meno di uno spazio verde in cui poter fare la pausa, abbiamo ottenuto una differenza significativa rispetto alla soddisfazione (t(98) = 2.12, p = .037), con media maggiore nei casi in cui vi era possibilità di accedere ad uno spazio verde (M = 5.13, SD = .18) rispetto ai casi in cui non era invece possibile (M = 4.63, SD = .15). Anche rispetto all’item “pericolosa/sicura” riferito all’organizzazione abbiamo trovato una differenza significativa (t(100) = -2.79, p = .006) tra coloro che hanno accesso ad uno spazio verde (M = 3.45, SD = .20) e chi invece non ha questa possibilità (M =4.08, SD = .13), in questo caso però, al contrario delle aspettative, sono i secondi a presentare una media più alta rispetto ai primi, forse dovuto al fatto che parlare di spazi verdi può essere associato alla presenza di parchi che, in certi casi, potrebbero dare la sensazione di scarsa sicurezza.

 

 


©  La personalizzazione del proprio spazio: una ricerca in ambito lavorativo – Dott.ssa Martina Mancinelli


 

Personalizzare lo spazio di lavoro: correlazioni

Personalizzare lo spazio di lavoro: correlazioni

 

 

Visto l’elevato numero di dati, di seguito riportiamo solamente i risultati concettualmente più interessanti per la nostra ricerca (personalizzare lo spazio di lavoro), iniziando dalle correlazioni tra i fattori (tabella 17).

 

Tabella 17. Correlazioni tra fattori

r(103) LA LP LM LC LF LAu LB LE LR ID LS
LA 1
LP 244* 1
LM .231* 1
LC .462** .325** 1
LF   .425** .312** .712** 1
LAu .305** .382** .409** .451** 1
LB .449** .668** .593** .285** 1
LE -.461** -.260** -.355** -.301** -.335** 1
LR .482** .560** .471** .571** -.329** 1
ID .294** .394** .247* 1
LS .506** .300** .666** .626** .379** .519** -.324** .389** 1

*la correlazione è significativa a livello 0.05 (a due code)

** la correlazione è significativa a livello 0.01 (a due code)

 

Come si osserva in tabella, il valore di correlazione più alto riguarda i fattori commitment organizzativo (LC) e prospettiva futura (LF), in effetti i due fattori sono concettualmente molto vicini, tanto che l’aspetto relativo al desiderio di continuare a far parte dell’organizzazione è considerato una delle dimensioni del commitment (Meyer e Allen, 1988; 1991), perciò si potrebbe pensare di costruire un punteggio composito così da riassumere i dati in un numero minore di dimensioni. Tuttavia, nonostante il valore di correlazione sia alto, non è così elevato da considerare le due dimensioni sovrapponibili. A seguire si evidenzia anche un’elevata correlazione positiva tra il commitment organizzativo (LC) ed il fattore 2 – soddisfazione per l’ambiente fisico e le condizioni di lavoro (LB) -, tra il commitment organizzativo (LC) e la soddisfazione (LS), e tra la prospettiva futura (LF) e la soddisfazione (LS).

Per quanto riguarda gli item con differenziale semantico, abbiamo riscontrato che, in generale, sia gli item relativi all’ambiente di lavoro che quelli relativi all’organizzazione sono positivamente correlati con i seguenti fattori: il commitment organizzativo (LC), la prospettiva futura (LF), le relazioni con colleghi e superiori (LR), la soddisfazione (LS).

Per quanto riguarda le correlazioni tra la presenza di oggetti nello spazio di lavoro ed i fattori, riportiamo in tabella (18) i risultati concettualmente più interessanti per la nostra ricerca, riguardanti prevalentemente la presenza di foto, souvenir e piante naturali. Sembra che la presenza di questi oggetti sia positivamente correlata con la personalizzazione dello spazio (LP), il commitment (LC) e la soddisfazione (LS).

 

Tabella 18. Correlazioni tra oggetti e fattori

r(103) LP LC LS
Foto a\f .257** .256** .284**
Foto colleghi .225* .222*
Souvenir  .324** .302**
Piante naturali .325* .290**

*la correlazione è significativa a livello 0.05 (a due code)

** la correlazione è significativa a livello 0.01 (a due code)

 

Rispetto al differenziale semantico, riportiamo di seguito le tabelle relative alle correlazioni – solo quelle significative –  tra la presenza degli oggetti e gli item del differenziale semantico riferito all’ambiente di lavoro (tabella 19) ed all’organizzazione di appartenenza (tabella 20).

 

Tabella 19. Correlazioni tra oggetti e differenziale semantico sull’ambiente di lavoro

r(103) Freddo\caldo Cattivo\buono Stress\rilass Inosp\acc Scomodo\comodo Disag\conf
Foto a\f .234* .234* .229*
Piante naturali .200* .218*

*la correlazione è significativa a livello 0.05 (a due code)

** la correlazione è significativa a livello 0.01 (a due code)

 

            Tabella 20. Correlazioni tra oggetti e differenziale semantico sull’organizzazione

r(103) Fredda\calda Cattiva\buona Stress\rilass Inosp\acc
Souvenir .282**
Cartoline .204*
Cioccolatini  .258** .240* .233* .201*
Quadri .266** .280**

*la correlazione è significativa a livello 0.05 (a due code)

** la correlazione è significativa a livello 0.01 (a due code)

 

In generale, dall’osservazione dei dati, possiamo notare come le correlazioni significative riguardino principalmente gli oggetti che potremmo considerare più personali, la cui presenza è principalmente indicativa di un tentativo di personalizzare lo spazio (foto, souvenir, cartoline, cioccolatini, quadri, piante naturali) rispetto agli oggetti che sono più strettamente legati allo svolgimento del proprio lavoro (scaffali, libreria, pc, stampante, fotocopiatrice) per i quali non abbiamo riscontrato correlazioni significative.

Per quanto riguarda il grado di controllo sull’ambiente di lavoro, riportiamo di seguito i dati relativi alle correlazioni – solo quelle significative – con i fattori (tabella 21). Come potevamo aspettarci le correlazioni significative riguardano proprio la qualità dell’ambiente di lavoro (LA) e l’autonomia (LAu).

 

Tabella 21. Correlazioni tra azioni possibili e fattori

r(103) LA LAu
Aprire\chiudere la finestra .209* .279**
Regolare la seduta .213*
Regolare la luce .210*
Distribuire il materiale a piacimento .398** .254**

*la correlazione è significativa a livello 0.05 (a due code)

** la correlazione è significativa a livello 0.01 (a due code)

 

Relativamente  alle correlazioni tra il grado di controllo sull’ambiente e gli item del differenziale semantico abbiamo osservato le seguenti correlazioni significative (tabella 22; tabella 23):

 

Tabella 22. Correlazioni tra azioni possibili e differenziale semantico sull’ambiente di lavoro

r(103) Catt\buono Stress\rilass Inosp\acc Scom\comodo
Aprire\chiudere la finestra .245* .310**
Regolare la temperatura .255**
Regolare la seduta .220* .255**

*la correlazione è significativa a livello 0.05 (a due code)

** la correlazione è significativa a livello 0.01 (a due code)

 

Tabella 23. Correlazioni tra azioni possibili e differenziale semantico sull’organizzazione 

r(103) Fred\cal Catt\buono Stress\rilass Inosp\acc Inaff\affidabile
Aprire\chiudere la finestra .209* .283**
Cambiare sedia .328** .278** .260** .274**

*la correlazione è significativa a livello 0.05 (a due code)

** la correlazione è significativa a livello 0.01 (a due code)

 

Anche relativamente ai fastidi provati durante l’orario di lavoro sono emersi dei risultati interessanti, abbastanza in linea con le nostre aspettative.

Riportiamo in tabella (24) solamente i risultati significativi.

 

Tabella 24. Correlazioni tra fastidi e fattori

r(103) LA LC LF     LR LE ID LS
Schiena        -.239*  -.208*  -.226* .400** -.268**
Collo        -.227* .364**
Postura -.284**
Testa        -.323**  -.236* .297** -.238*
Rumore        -.355**  -.202* .216*
Caldo/freddo        -.224* .266**

*la correlazione è significativa a livello 0.05 (a due code)

** la correlazione è significativa a livello 0.01 (a due code)

 

Come ci aspettavamo, la presenza di questi fastidi è associata negativamente con la qualità dell’ambiente fisico di lavoro (LA) e con la soddisfazione (LS), mentre presentano una correlazione positiva con la percezione di un carico di lavoro eccessivo (LE).

 

Nella seguente tabella (25) riportiamo infine i risultati (solo quelli significativi) relativi alle correlazioni osservate per gli item riguardanti l’area urbana e i fattori. Come potevamo aspettarci i fattori presentano correlazioni negative con gli item riguardanti un’area urbana rumorosa e degradata, mentre sono positivamente correlati con l’area urbana tranquilla.

 

Tabella 25. Correlazioni tra area urbana e fattori

  r (103) LA LC LF LR LB LS
Area urbana rumorosa   -.246*   -.294**   -.224*   -.204*
Area urbana degradata   -.385**   -.315**   -.213*   -.388**   -.383**   -.318**
Area urbana tranquilla   .252**   .195*    .247*    .386**

*la correlazione è significativa a livello 0.05 (a due code)

** la correlazione è significativa a livello 0.01 (a due code)

 

 


©  La personalizzazione del proprio spazio: una ricerca in ambito lavorativo – Dott.ssa Martina Mancinelli


 

Frequenze e statistiche descrittive

Frequenze e statistiche descrittive

 

Per quanto riguarda i primi item del questionario, relativi sia alla posizione del luogo di lavoro sia a caratteristiche interne dell’ufficio, abbiamo osservato le frequenze di risposta; nella tabella 13 riportiamo le risposte che hanno ottenuto la percentuale di risposta più alta.

Tabella 13. Frequenze luogo di lavoro

Item Risposta %
Tempo casa\lavoro tra i 10 e i 15 minuti 54
Mezzo di trasposto Auto 70
Posizione luogo di lavoro piena città 46
Vista dalla finestra strade ed edifici 70
Office design spazio condiviso 53
Luce sia naturale che artificiale 94
Macchinetta cibo/bevande 74
Spazio verde No 63

 

Nel grafico 2 riportiamo le percentuali con cui è stato selezionato ciascuno degli oggetti elencati nell’item in cui si chiedeva di indicare quali oggetti fossero presenti nel proprio spazio di lavoro.

 

 

Grafico 2. Oggetti

 

E’ evidente che le percentuali più alte riguardano la presenza di oggetti generalmente indispensabili allo svolgimento del proprio lavoro, come pc, materiale di cancelleria e telefono.

Nella tabella seguente (14) illustriamo invece le percentuali di risposta dei partecipanti all’item in cui si chiedeva di indicare le azioni che è possibile svolgere durante l’attività lavorativa (poteva essere scelta una o più risposte).

 

                          Tabella 14. Azioni

Item %
Aprire/chiudere la finestra 85
Regolare la temperatura 63
Regolare la seduta 77
Distribuire il materiale di 76
Regolare l’illuminazione 53
Cambiare sedia 44

 

Rispetto all’item riguardante i fastidi associati all’attività lavorativa, possiamo riassumere i dati dicendo che i fastidi associati al collo ed alla schiena sono quelli che presentano una percentuale di risposta più alta.

Infine riportiamo i dati relativi agli item strutturati nella forma del differenziale semantico (tabella 15 e tabella 16):

 

Tabella 15. Statistiche descrittive per differenziale semantico su ambiente di lavoro

Ambiente di lavoro M SD
Freddo/caldo 3.11 .97
Cattivo/buono 3.71 .89
Stressante/rilassante 2.72 1.04
Inospitale/accogliente 3.58 1.03
Scomodo/comodo 3.50 1.00
Disagevole/confortevole 3.49 .97

 

Tabella 16. Statistiche descrittive per differenziale semantico sull’organizzazione

Organizzazione M SD
Fredda/calda 3.21 1.08
Cattiva/buona 3.61 .99
Stressante/rilassante 2.75 1.06
Inospitale/accogliente 3.55 .98
Inaffidabile/affidabile 3.85 .98
Disorganizzata/organizzata 3.45 1.10
Pericolosa/sicura 3.83 1.15

 

Possiamo osservare che i valori della media di ciascun item tendono ad essere piuttosto simili per gli stessi item relativi all’ambiente di lavoro ed all’organizzazione, come se – possiamo ipotizzare – il giudizio relativo all’ambiente  di lavoro si estendesse anche all’organizzazione, o viceversa. In generale comunque, le medie presentano un valore medio-alto, ad indicare una tendenza di risposta più orientata verso il polo positivo. L’unica eccezione è rappresentata dalla coppia “stressante\rilassante”, ciò suggerisce che l’ambiente lavorativo tenda comunque ad essere associato ad esperienze stressanti piuttosto che rilassanti.

 

Infine, rispetto alla scala di Mael e Ashforth (1992) sull’identificazione con l’organizzazione – Identificazione con l’organizzazione (ID) – abbiamo ottenuto i seguenti valori: M = 2.52, SD = 1.0. In questo caso il valore della media risulta medio-basso, ma ricordiamo che qui 1 corrispondeva a “molto d’accordo” e 5 a “molto in disaccordo”, perciò la tendenza risulta comunque abbastanza positiva.

L’alfa di Cronbach per questa dimensione è risultata molto buona (? = .887).

 

 


©  La personalizzazione del proprio spazio: una ricerca in ambito lavorativo – Dott.ssa Martina Mancinelli


 

I risultati: Analisi Fattoriale

I risultati: Analisi Fattoriale

Le analisi fattoriale dei dati di seguito riportate sono state tutte condotte tramite l’utilizzo del programma SPSS.

Analisi fattoriale

Per quanto riguarda gli item con scala Likert, quindi la maggioranza del nostro questionario, abbiamo condotto un’analisi fattoriale con metodo delle componenti principali per ciascuna delle 8 dimensioni illustrate nel questionario. I risultati hanno quasi sempre confermato la presenza di un unico fattore come ipotizzato, tranne nel caso della dimensione relativa, in generale, alla qualità dell’esperienza lavorativa degli individui, in questo caso dall’analisi sono infatti emersi 3 fattori.

Ambiente di lavoro. Per quanto riguarda la dimensione relativa alla qualità dell’ambiente di lavoro, dall’analisi fattoriale è emersa la presenza di un unico fattore – Ambiente di Lavoro (LA). Tale fattore spiega il 42% della varianza totale e risulta composto dagli 11 item illustrati nella descrizione dello strumento (paragrafo 3.1.1.1). L’Alfa di Cronbach è risultata molto buona (? = .854). Il punteggio medio si può considerare medio-alto (M = 3.46, SD = .07).

                                    Tabella 1. Matrice dei pesi fattoriali (LA)

13LA confortevole 0,79
16LA materiale 0,79
15LA strumenti 0,69
21LA caos -0,68
14 LA pulizia 0,67
19LA illuminazione 0,65
18LA spazio colleghi 0,62
17LA sedia 0,59
22LA aria viziata -0,59
23LA silenzioso 0,52
20LA caldo\freddo -0,49

 

Personalizzazione dello spazio. L’analisi fattoriale per questa dimensione ha rivelato la presenza di un unico fattore – Personalizzazione dello Spazio (LP). Esso spiega il 48% della varianza totale. Il fattore è composto dai 6 item precedentemente illustrati (nel paragrafo 3.1.1.2). Il valore dell’Alfa di Cronbach si può considerare rispettabile (? = .769). La media dei punteggi si colloca in posizione medio-alta (M = 3.50, SD = .08).

 

                                   Tabella 2. Matrice dei pesi fattoriali (LP)

34LP adatta a me 0,87
32LP mi rappresenta 0,86
36LP oggetti personali 0,64
31LP mia 0,61
33LP anonimo -0,61
35LP azioni 0,46

 

Motivazioni. Rispetto alla dimensione relativa alle motivazioni della personalizzazione, dall’analisi fattoriale è emersa la presenza di un unico fattore  – Motivazioni (LM). Tale fattore spiega il 48% della varianza totale, risulta composto dai 7 item precedentemente illustrati (paragrafo 3.1.1.2). Il valore dell’Alfa di Cronbach si può considerare buono (? = .814). In questo caso la media dei punteggi si colloca in posizione centrale (M = 3.25, SD = .08).

 

                                    Tabella 3. Matrice dei pesi fattoriali (LM)

39LM mostrare lo status 0,81
41LM regolare le interazioni 0,76
38LM appartiene a me 0,72
37LM identità e individualità 0,72
42LM atmosfera familiare 0,64
40LM motivi estetici 0,60
43LM motivi pratici 0,55

 

Commitment organizzativo. Per questa dimensione l’analisi fattoriale ha evidenziato la presenza di un unico fattore – Commitment organizzativo (LC) –, in grado di spiegare il 63% della varianza totale. Tale fattore risulta composto dai 7 item illustrati nel paragrafo 3.1.1.3. Il valore dell’Alfa di Cronbach è molto buono (? = .897). La media dei punteggi risulta medio-alta (M = 3.65, SD = .09).

 

                                   Tabella 4. Matrice dei pesi fattoriali (LC)

49LC fiero\a 0,90
45LC immagine positiva 0,87
48LC affezionato\a 0,86
47LC sacrificare tempo 0,78
46LC scelta non necessità 0,72
50LC valore 0,71
44LC raccomanderei 0,69

 

Prospettiva futura. Riguardo la dimensione relativa alla volontà di rimanere all’ interno dell’organizzazione nel tempo, abbiamo ottenuto un unico fattore – Prospettiva Futura (LF). Tale fattore spiega il 53% della varianza totale e risulta composto dai 4 item illustrati nel paragrafo 3.1.1.3. Il valore dell’Alfa di Cronbach è un po’ basso ma possiamo ancora ritenerlo accettabile (? = .686).

Anche in questo caso la media dei punteggi si colloca in posizione centrale (M = 3.20, SD = .94).

 

                                   Tabella 5. Matrice dei pesi fattoriali (LF)

53LF desidero rimanere 0,89
 54LF non esiterei a lasciare l’organizzazione -0,79
52LF futuro nell’organizzazione 0,74
51LF resto perché non ho altra scelta -0,45

 

Qualità dell’esperienza lavorativa. Per quanto riguarda i 19 item di cui si è parlato nel paragrafo 3.1.1.4, l’analisi fattoriale ha evidenziato la presenza di 3 fattori. Le componenti con autovalore maggiore di uno sono risultate 6, tuttavia, osservando il grafico scree plot, si può notare che si distinguono 3 fattori più rilevanti.

 

                            Grafico 1. Screen plot qualità dell’esperienza lavorativa

Osservando la matrice dei pesi fattoriali ruotati (Tabella 6) possiamo notare come gli item 77 (“Riesco a gestire piuttosto bene l’equilibrio fra vita lavorativa e vita privata”) e 78 (“Quando si presentano delle difficoltà nel lavoro non mi faccio prendere dal panico ma so che con l’impegno riuscirò a venirne fuori” ) non abbiano un saturazione rilevante (<.40) in nessuno dei 3 fattori, per questo sono stati eliminati. L’item 60 (“l’edificio dentro è quale lavoro è ben strutturato ed organizzato”) mostra una doppia saturazione, tuttavia poiché satura maggiormente il fattore 2 è stato considerato parte di quest’ultimo. Lo stesso discorso vale per l’item 76 (“mi sento parte attiva all’interno dell’organizzazione”), anche in questo caso è stato considerato parte del fattore 2. Infine, per quanto riguarda l’item 61 (“il luogo in cui lavoro è sempre ben pulito”), poiché ha saturazione identica sia per il fattore 2 che per il fattore 3, è stato eliminato.

 

             Tabella 6. Matrice dei pesi fattoriali dopo rotazione con metodo Varimax

Componente
1 2 3
68LB ritmo 0,83
72LB pianificare 0,76
67LB autonomo 0,70
74LB compiti 0,65
75LBresponsabilità 0,57
78LB panico
77LB equilibrio
66LB carriera 0,74
62LB arredamento 0,67
63LB contenuti 0,63
60LB strutturato 0,61 -0,43
71LB ripetitivo -0,60
65LB retribuzione 0,54
76LB parte attiva 0,41 0,54
69LB tempi irreali 0,78
73LB di corsa 0,74
64LB caotico 0,73
70LB impegnativo 0,69
61LB pulito 0,47 -0,47

 

                                     Tabella 7. Varianza spiegata dai 3 fattori

% varianza

Fattore 1                                     25

Fattore 2                                     15

Fattore 3                                     10

Tot: 50%       

 

  • fattore 1. Considerando il contenuto degli item, potremmo definire questo fattore come “gestione autonoma del proprio lavoro” –

Autonomia (LAu) –  (tabella 8).

Tabella 8. Fattore 1 (LAu)

Fattore 1 M = 3.41, SD = .08
Item “sono io a decidere con quale ritmo lavorare”, “generalmente posso pianificare ed organizzare il mio lavoro”, “nel mio lavoro sono completamente autonomo”, “posso scegliere io i compiti di cui occuparmi”, “mi sono ben chiari quali sono i miei doveri e le mie responsabilità”
? di Cronbach .762

 

  • Fattore 2. Potremmo definire questo fattore come il grado di soddisfazione dei partecipanti sia a livello di ambiente fisico che, soprattutto, rispetto alle condizioni di lavoro – Soddisfazione Ambiente e Condizioni di Lavoro (LB) – (tabella 9).

Tabella 9. Fattore 2 (LB)

Fattore 2 M = 3.24, SD = .08
Item “l’organizzazione per cui lavoro offre buone opportunità di carriera”, “l’edificio dentro al quale lavoro è ben strutturato ed organizzato”, “all’interno dell’azienda gli arredamenti sono nuovi ed in ottime condizioni”, “trovo i contenuti del mio lavoro sempre interessanti e piacevoli”, “la retribuzione è adeguata al carico di lavoro assegnatomi”, “il lavoro che svolgo è spesso ripetitivo e monotono”, “mi sento parte attiva all’interno dell’organizzazione”
? di Cronbach .772

 

  • Fattore 3. Considerando il contenuto degli item, possiamo definire questo fattore come “eccessivo carico di lavoro” – Carico Eccessivo

(LE) – (tabella 10).

Tabella 10. Fattore 3 (LE)

Fattore 3 M = 2.74, SD = .09
Item “spesso mi vengono assegnati compiti da svolgere in tempi irrealistici”, “il luogo in cui lavoro è sempre molto caotico”, “il carico di lavoro assegnatomi risulta assolutamente troppo impegnativo per me”, “spesso mi capita di dover fare le cose di corsa e con indicazioni poco chiare”
? di Cronbach .791

 

 

Relazioni colleghi e superiori. Per quanto riguarda le relazioni con colleghi e superiori, dall’analisi fattoriale è emerso un unico fattore – Relazioni (LR). Tale fattore spiega il 63% della varianza totale e risulta composto dai 5 item illustrati nel paragrafo 3.1.1.4. L’Alfa di Cronbach, è risultata buona (? = .850). Anche in questo caso il punteggio medio risulta medio-alto (M = 3.78, SD = .08)

 

                                   Tabella 11. Matrice dei pesi fattoriali (LR)

56LR fiducia 0,84
57LR aiuto reciproco 0,84
55LR relazioni positive 0,81
59LR interazioni positive con superiori 0,77
58LR stima per i superiori 0,71

 

Soddisfazione. Per la dimensione riguardante la soddisfazione, l’analisi fattoriale ha evidenziato un unico fattore – Soddisfazione (LS) –, che spiega il 56% della varianza totale. Tale fattore risulta composto dai 10 item precedentemente illustrati (paragrafo 3.1.1.5). Il valore dell’Alfa di Cronbach è risultato molto buono (? = .899). La media dei punteggi è risultata abbastanza alta in questo caso (M = 4.83, SD = 1.2).

                                   Tabella 12. Matrice dei pesi fattoriali (LS)

101LS lavoro 0,87
97L S realizzato\a 0,85
93L S giornata lavorativa 0,84
94L S spazio di lavoro 0,81
96L S organizzazione 0,81
95L S ambiente fisico 0,77
100L S vita 0,76
102L S lavoro è ciò che volevo fare nella vita 0,61
98L S area urbana 0,57
99L S distanza casa\lavoro 0,45

 


©  La personalizzazione del proprio spazio: una ricerca in ambito lavorativo – Dott.ssa Martina Mancinelli


 

Anagrafiche e Campione

Anagrafiche e Campione

 

Anagrafiche

 

Al termine del questionario abbiamo chiesto ai partecipanti alcune informazioni personali che abbiamo pensato potessero essere in qualche modo associate alla tendenza a personalizzare il proprio spazio. Visti i risultati ottenuti da Noorian (2009) e da Wells (2000) rispetto alle differenze di genere, abbiamo innanzitutto chiesto di indicare il genere, poi l’età, il paese di origine (come già detto ci sarebbe piaciuto osservare le differenze rispetto alla cultura ma il numero di partecipanti non italiani è risultato troppo limitato), il titolo di laurea, la professione, il tipo di contratto di lavoro (dipendenti o liberi professionisti) – immaginiamo che un libero professionista abbia  maggiore libertà nel gestire il proprio spazio rispetto ad un dipendente – ed infine gli anni di lavoro all’interno dell’organizzazione di riferimento.

 

Il campione

 

Il nostro campione è composto da 103 partecipanti raccolti tramite rete sociale. E’ risultato piuttosto equilibrato sia rispetto al genere che alla laurea (Figura 9), con età media di 41 anni.

 

 

Figura 9. Genere e laurea (si\no)

 

La maggioranza dei partecipanti è di origine italiana (89) mentre la restante parte (14) ha origini diverse: Corea del Sud, UK, USA, Nuova Zelanda e Svizzera.

Infine, una netta maggioranza dei partecipanti lavora come dipendente (81,3%), mentre una minoranza lavora come libero professionista (18,8%).

 

Personalizzare il proprio spazio: La soddisfazione

Personalizzare il proprio spazio: La soddisfazione

 

Dato che la personalizzazione del proprio spazio è spesso associata alla soddisfazione per l’ambiente fisico di lavoro, a sua volta strettamente connesso alla soddisfazione lavorativa, abbiamo voluto inserire anche degli item che valutassero questi aspetti (Kamarulzaman et al., 2011; Samani, 2015; Wells, 2000).

Inoltre, visto che dagli studi è emerso che vi è una stretta relazione tra la soddisfazione per il lavoro e quella per la vita in generale, abbiamo formulato anche degli item al riguardo (Adams et al., 1996; Judge e Watanabe, 1993).

In questo caso, siccome si trattava di fare praticamente un bilancio generale sulla propria vita e sul proprio lavoro, abbiamo utilizzato degli item con scala Likert a7 punti (da 1 “fortemente in disaccordo” a 7 “assolutamente d’accordo”) (figura 8) anziché 5, come nel resto del questionario. Nella formulazione di questi item ci siamo ispirati a quelli utilizzati da Judge e Watanabe (1993), da Lee e Brand (2005)  e da Raffaello e Maass (2002) per misurare la soddisfazione per il luogo di lavoro, la soddisfazione lavorativa e la soddisfazione per la vita.

Di seguito i 10 item del nostro questionario: “generalmente torno a casa piuttosto soddisfatto\a della mia giornata lavorativa”, “sono complessivamente soddisfatto\a del mio spazio di lavoro”, “l’ambiente fisico in cui lavoro mi soddisfa”, “sono soddisfatto dell’organizzazione per cui lavoro”, “il lavoro che svolgo mi fa sentire realizzato\a”, “in generale sono soddisfatto\a dell’area urbana in cui è collocata l’azienda in cui lavoro”, “mi ritengo piuttosto soddisfatto\a della distanza che percorro da casa al lavoro”, “il lavoro che svolgo corrisponde a ciò che volevo fare nella vita”, “a livello generale mi ritengo soddisfatto\a del mio lavoro”, “mi sento soddisfatto\a della mia vita”.

 

Figura 8. Esempio di item sulla soddisfazione  

 

Benessere e relazioni interpersonali

Benessere e relazioni interpersonali

 

Foto di Wokandapix da Pixabay

In questa parte abbiamo voluto indagare molto in generale le percezioni del nostro campione circa la propria esperienza lavorativa sopratutto il benessere e le relazioni interpersonali, andando ad includere sia aspetti relativi al luogo di lavoro che aspetti riguardanti il grado di autonomia nella gestione dei compiti ed i contenuti stessi del lavoro.

Sembra infatti che avere autonomia nel proprio lavoro sia un fattore importante per il benessere degli individui (Caplan, 1987; McGuire & McLaren, 2009), inoltre abbiamo visto che risulta associata ad una maggiore tendenza a “marcare” il proprio territorio con oggetti personali (Oldham & Rotchford, 1983).

Per indagare questi aspetti abbiamo predisposto 19 item, di nuovo nella forma della scala Likert a 5 punti (da 1 “fortemente in disaccordo” a 5 “assolutamente d’accordo”). Per la formulazione di questi item, soprattutto quelli relativi al grado di autonomia ed al carico di lavoro, ci siamo ispirati a quelli utilizzati da MCGuire e McLaren (2009) per misurare il benessere degli impiegati di un call centre (“employee well-being”). Per un’analisi dettagliata di questi item rimandiamo al paragrafo dedicato ai risultati dell’analisi fattoriale (3.3.1).

Un altro aspetto molto rilevante sia per il benessere che per la soddisfazione lavorativa riguarda la qualita? delle relazioni con colleghi e superiori (Lee & Brand, 2005; McGuire e McLaren, 2009), addirittura sembra che in gran parte dei casi i lavoratori abbandonino l’organizzazione per cui lavorano a causa della relazione con il loro diretto superiore (Chandrasekar, 2011).

Abbiamo inoltre visto che anche i comportamenti territoriali e la personalizzazione dello spazio possono essere in relazione con gli aspetti interpersonali, percio? ci siamo di nuovo ispirati agli item utilizzati da McGuire e McLaren (2009) per misurare il benessere degli impiegati nei call centres, ed abbiamo formulato 5 item con scala Likert a 5 punti (da 1 “fortemente in disaccordo” a 5 “assolutamente d’accordo”): “le relazioni con i colleghi sono generalmente positive”, “mi fido dei miei colleghi”, “con i miei colleghi ci aiutiamo reciprocamente”, “ho stima per i miei superiori”, “le interazioni con i miei superiori sono generalmente positive”.

Infine, per approfondire ulteriormente le percezioni del nostro campione circa la propria organizzazione abbiamo inserito altri 7 item nella forma del differenziale semantico. Nelle istruzioni abbiamo chiesto di indicare, per ciascuna coppia di aggettivi, quale era piu? adeguato a descrivere la propria organizzazione; anche in questo caso la scala e? composta da 5 punti. Di seguito le coppie di aggettivi: fredda/calda, cattiva/buona, stressante/rilassante, inospitale/accogliente, inaffidabile/affidabile, disorganizzata/organizzata, pericolosa/sicura.


©  La personalizzazione del proprio spazio: una ricerca in ambito lavorativo – Dott.ssa Martina Mancinelli