Analisi TheBlondeSalad.com

Analisi TheBlondeSalad.com

La sua biografia:

She inherited from her mother the passion for fashion and photography and already when she was a teenager she became popular on the first online communities, where she shared photos she was taking with her friends. In 2009, when blogs were not yet the today phenomenon, she launched TheBlondeSalad.com, to express herself and relate to

360°. [1]

Analizzando il testo quello che emerge per prima cosa è la sua passione. Come tutti i blogger di successo, alla base del lavoro di Chiara vi è una passione che la porta a diventare esperta e competente in qualcosa che si lega all’argomento moda: la fotografia.

Poi c’è l’esperienza sul campo, sul web, che ha permesso a Chiara Ferragni di guadagnarsi un nome autorevole, quale bene di valore assoluto.

Si è guadagnata notorietà nelle community dedicate alle foto e alla moda. Ha fidelizzato i fan e i lettori prima e poi ha aperto un blog. Infatti Chiara Ferragni era già famosa e quando è nato TheBlondeSalad.com il pubblico era già al suo “cospetto”.

Quello che ha reso famosa Chiara è il fatto di aver coltivato una passione per anni, guadagnando autorevolezza nelle community dedicate a un argomento ben preciso e aprendo un blog quando nessuno lo faceva. In altre parole è stata pioniere, ha creato e non ha seguito.

Con uno sguardo un po’ più critico possiamo analizzare il blog di Chiara affermando che il suo aspetto (è una bellissima ragazza) l’ha agevolata molto: lei più che parlare di moda ha lanciato il primo outfit blog italiano. Ha sfruttato inizialmente l’effetto passaparola e quello che la gente ama: “spiare” la vita di un’altra persona nei social. Non dimentichiamo poi che la Ferragni ha avuto un ragazzo che ha gestito tutto, che ha visto molto lungo e che secondo me è stato l’ideatore di The Blond Salad: Riccardo Pozzoli, attualmente il suo ex fidanzato, che gestisce tutto del blog e ha un’agenzia di comunicazione che si occupa di marketing per un sacco di aziende nel mondo moda e lusso. Anche da sola avrebbe avuto seguito, ma mettere fin da subito Chiara nel mercato medio-alto è stata un’intuizione di self marketing non da poco. Da questo punto di vista la Ferragni non è una blogger, ma un brand vero e proprio.

Tornando all’analisi del blog la sua particolarità è l’assenza completa di informazioni personali: cosa le piace davvero? cosa sogna? quali sono i suoi progetti per il futuro? ha paura? è felice? Questo è uno dei punti che la rendono un fenomeno sociale: è riuscita a diventare famosissima senza dire nulla. Ha avuto il pregio di proporre ogni giorno un outfit sempre diverso, con foto di qualità molto buona che mostrano una ragazza bella, sorridente, non in posa, che non cerca di fare la sexy, nè di essere particolarmente fuori dalle righe, ma solo spontanea.

Chiara Ferragni ha il merito di aver creato una sorta di industria che si basa su di lei, e di essere riuscita a diventare un’icona, senza essersi mai posta come un modello da seguire. Si è sempre distinta per la sua passione per la moda, ma non si è mai definita un’esperta.

Ha quindi creato un business grazie al quale ora ha grandi introiti economici e fama e grazie al quale molti altri blogger, anche più preparati di lei, hanno potuto percorrere la stessa strada lavorativa: ha aperto, almeno in Italia, un mercato dei fashionblog. Ha fatto un eccellente lavoro di Personal Branding e non ha mai fatto altro che farsi scattare fotografie, senza mai porsi come guru della moda.

Quello che si può notare è che il suo blog è ricco esclusivamente di visual content, con foto delle sfilate,  outfit per ogni occasione e una sezione dedicata allo shop online della CF collection.

A mio parere però un blog pieno di sole foto e pochi contenuti di valore, prima o poi dovrà essere rivisto come un blog anche di cultura, con contenuti di storia della moda ad esempio.

Chiara è la ragazza fashion che scatta foto di sé stessa con abiti alla moda per promuoversi come brand allo stesso modo nella vita online e offline. Lo faceva prima di diventare famosa e continua a farlo oggi che è diventata un fenomeno del web. Le marche che le fanno indossare i propri abiti vedono l’identificazione del marchio nella modella Chiara: una sorta di umanizzazione del brand con la modella, che aumenta la sua visibilità e credibilità.

Dai commenti dei fan emerge che Chiara è sicuramente una bella ragazza, che indossa look da diecimila euro e che vive delle esperienze straordinarie, ma rimane quella della porta accanto. Gli utenti infatti cercano una persona come loro, che viva delle belle esperienze e le racconti e Chiara lo fa attraverso le foto, ma in maniera professionale. Chiara, da quando ha aperto il blog, ha postato tutti i giorni e questo fa la differenza. Se va ad un evento o ad un party, si mette subito a scrivere il post e la foto da pubblicare il giorno dopo.

Ci si chiede da cosa è dipeso il successo online di Chiara e lo possiamo attribuire al fattore x, a quel quid in più che lei ha saputo valorizzare, oltre a trovarsi nel posto giusto nel momento giusto.

Le critiche negative, i flame, gli haters non sono stati fattori negativi per la reputazione di Chiara. Per arginare gli attacchi Chiara e lo staff che gestisce i suoi profili e blog, hanno moderato i commenti, che invece all’inizio erano liberi, non tanto per le critiche a Chiara, ma perché le persone iniziavano ad insultarsi tra di loro e ad offendere altri commentatori. Ho notato inoltre che i commenti costruttivi, anche se negativi, vengono pubblicati. Ad esempio se qualcuno scrive: “Chiara, oggi il tuo look mi fa proprio schifo, preferivo quello di ieri”, non lo cancellano.


© Il personal Branding – Marika Fantato


[1] http://www.theblondesalad.com/about