Counseling: Comportamentismo e cognitivismo

Counseling: Comportamentismo e cognitivismo

 

 

La teoria comportamentista si basa su un tipo di approccio pragmatico, attraverso il quale un determinato comportamento disfunzionale può essere modificato attraverso la focalizzazione sullo stesso.

L’approccio comportamentista al Counseling si rifà alla teoria dell’apprendimento formulata da Bowlby, secondo la quale, i comportamenti problematici o disfunzionali sono determinati da un apprendimento inadeguato, che va a creare una condizione di forte vulnerabilità emotiva e cognitiva che può avere effetti a lungo termine per ciò che concerne sia la salute mentale, sia la condotta sociale (Attili, 2011).

Attraverso i principi di questa teoria il cliente viene aiutato nel processo di acquisizione di nuove abilità e modalità di risposta maggiormente efficaci e funzionali che vanno a sostituire o ad annullare quelli problematici e quindi disfunzionali. L’assimilazione di comportamenti e modalità di risposta più funzionali e adattivi viene determinata dall’impiego di tecniche che fanno riferimento al condizionamento operante, al decondizionamento, e alle metodologie di estinzione delle risposte condizionate e al modellamento del comportamento.

Il Counseling  comportamentale risulta parzialmente connesso al Counseling cognitivo e a quello cognitivo-comportamentale, approcci che in linea di massima   intervengono attraverso una relazione di aiuto nella quale si favorisce al cliente l’apprendimento di metodi e tecniche efficaci nel correggere o ridurre aspetti inadeguati o sintomatici del funzionamento personale (ad esempio sintomi quali l’ansia, la depressione, le fobie, gli attacchi di panico) o che incrementino le abilità e le competenze del soggetto.

Alcune tecniche e metodologie di questo approccio vengono utilizzate anche nel Counseling di tipo integrato, dove vengono riuniti i principi di differenti orientamenti teorici.