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Clima organizzativo: Follow up

Follow up

La capacità dell’intervento formativo di incidere concretamente sui risultati di impresa si concretizza al meglio affiancando i partecipanti anche nei day after. L’efficacia della formazione sarà verificata nel tempo, ed i professionisti che la realizzano saranno presenti in azienda, collaborando con la Direzione, in diversi momenti successivi di verifica e/o affiancamento delle risorse.

I risultati vengono presentati al management attraverso la stesura di un report che tiene conto di tutte le informazioni, quantitative e qualitative, raccolte durante la diagnosi di clima, unitamente a quanto emerso dalle riunioni coi diversi gruppi aziendali nel momento del feedback.

Il management viene supportato per l’attività di comunicazione interna degli stessi dati da professionisti esperti in materia. E’ possibile concordare diversi momenti di verifica e/o di affiancamento delle risorse, ed ottenere da queste un feedback collaborativo utile a raggiungere lo scopo degli interventi.

Fig. 21 – L’importanza del follow-up – https://www.bing.com/images/search?view=detailV2&ccid=dUxKO3DB&id=C283C30DF0724BFE6A480119A79E686E738064EB&thid=OIP.dUxKO3DBQBoTirzzXjjrOgHaGu&q=action+plan+e+follow+up&simid=608001039894249679&selectedIndex=41&ajaxhist=0

Le nuove competenze e i comportamenti virtuosi acquisiti nel corso del tempo necessitano di allenamento costante per potersi consolidare. Il follow-up ha lo scopo di garantire un’applicazione metodica nel tempo, fino al punto in cui il singolo operatore è in grado di gestire il cambiamento autonomamente, senza più l’intervento esterno dei consulenti.

Al termine della formazione vengono avanzate proposte di miglioramento e prospettati gli sviluppi futuri. Inoltre, si misurano: la consapevolezza del ruolo; l’assunzione di responsabilità rispetto ai comportamenti espressi, lontani dai valori aziendali individuati; il livello di impegno nei confronti dell’azienda (commitment); l’attivazione di una motivazione spontanea verso l’integrità aziendale.

© Chiedimi se sono felice:Analisi del Clima Organizzativo e del suo effetto sulle risorse umane – Dott.ssa Sonia Barbieri

L’assessment center

L’assessment center

L’assessment center è una metodologia utile ad individuare il possesso delle capacità necessarie a svolgere ogni tipo d’attività professionale; capacità fondate su comportamenti che consentono di raggiungere risultati in collaborazione con altre persone, di presidiare ed affrontare specifiche situazioni complesse, di tenere sotto controllo tensioni interpersonali, di innovare.

L’Assessment Center si avvale di simulazioni di situazioni organizzative che consentono la rilevazione, da parte degli osservatori, dei comportamenti fondamentali che dovranno essere messi in atto dalle persone valutate. Si tratta di un insieme di diversi test situazionali che richiedono alla persona di eseguire uno o più compiti e che si propongono di misurare gli aspetti emotivi del comportamento. Tali esercitazioni, richiamando il più possibile la realtà aziendale, agiscono da stimolo per attivare i comportamenti che si vogliono osservare e valutare.

Le esercitazioni possono essere individuali o di gruppo, e possono simulare situazioni e finalità diverse quali: analizzare e risolvere uno o più problemi; valutare alternative; prendere delle decisioni; organizzare delle attività; impostare un progetto; presentare dati e proposte.

Tra le esercitazioni di gruppo è molto utilizzata la dinamica di gruppo: è una discussione in gruppo di un caso aziendale, oppure di situazioni uniche quali la sopravvivenza nel deserto o il naufragio, ed ha una durata fra i 45 e i 90′. Se ci sono più esercizi di gruppo i valutatori devono ruotare fra i vari esercizi in modo da non osservare mai gli stessi candidati. A conclusione della dinamica è utile far compilare al partecipante una scheda in cui egli esprime le sue percezioni della performance propria e del gruppo.

Le esercitazioni individuali più utilizzate sono: in-basket, un vero caso aziendale che richiede di affrontare problemi e prendere decisioni in merito a problemi trovati sulla scrivania sotto forma di posta in arrivo, memo e messaggi telefonici; case presentation: caso di strategia aziendale da elaborare individualmente e successivamente esporre in pubblico, che prevede cambiamenti inaspettati per verificare capacità di flessibilità e gestione del cambiamento; check-list autovalutativa, che presenta una serie di quesiti comportamentali basati sulle competenze da indagare.

L’Assessment center è oggi uno degli strumenti più utilizzati in azienda per la valutazione del potenziale e la valutazione delle attitudini dei dipendenti, cioè le sue possibilità di crescita e di sviluppo che quindi possono permettere di valutare la possibilità di ricoprire una posizione organizzativa più complessa. Obiettivo è infatti quello di scoprire e valutare le caratteristiche a disposizione di un individuo, aldilà di quelle richieste per soddisfare gli obiettivi del ruolo già ricoperto.

Gli strumenti dell’assessment center, cioè le prove ed i test, devono simulare la realtà, quindi richiamare contenuti aziendali, e devono avere un obiettivo esplicito. E’ importante che il valutatore non decida a priori e quindi non comunichi al gruppo chi deve guidare il gruppo nella prova: è una cosa che deve emergere dal gruppo e di cui poi il valutatore deve tenere nota.

I campi d’applicazione dell’Assessment Center sono:

  • verifica del grado di copertura del ruolo nell’organigramma aziendale;
  • verifica e possibilità di un adeguamento rispetto ad un ruolo, o diversi ruoli, di medesima o maggiore complessità;
  • valutazione del potenziale;
  • analisi estemporanea delle risorse disponibili per la verifica del possesso di determinate capacità in momenti di forte e improvvisa necessità di copertura di nuovi ruoli o di ruoli critici;
  • individuazione dei bisogni formativi in modo mirato;
  • verifica del possesso delle capacità necessarie per ricoprire posizioni diverse (orientamento, sviluppo, piani di carriera, rotazioni);
  • processi di selezione interni/esterni;
  • processo di verifica dell’architettura organizzativa dell’impresa;
  • audit a seguito d’esigenze derivanti da ristrutturazioni, fusioni, acquisizioni, collocazione di personale ed esuberi.

 

Fig. 20 – L’assessment ed i suoi valori – http://salescoach.us/wp-content/uploads/2015/07/Assessment-1.jpg

 

 

© Chiedimi se sono felice:Analisi del Clima Organizzativo e del suo effetto sulle risorse umane – Dott.ssa Sonia Barbieri

 

Clima organizzativo: assessment

Assessment

Foto di Wokandapix da Pixabay

 

Per assessment si intende la valutazione globale della persona, il suo potenziale, le attitudini, le competenze, la coerenza e adeguatezza ad un profilo lavorativo, considerando anche le sue risorse e i suoi limiti. La parola assessment deriva dal latino “assidere”“sedere come giudice” e anche da “assise”“sessione di giudici nei municipi”, tradotta dall’inglese significa appunto “valutare, stimare, giudicare”.

Un’analisi iniziale delle risorse umane, innanzitutto di quadri e dirigenti ma anche estendibile verso il basso, è il presupposto base per progettare interventi mirati. Le skills personali possono guidare cambiamenti di ruolo in azienda, e suggerire aree di miglioramento in chiave relazionale e di prestazioni lavorative.

La somministrazione di adeguati test ed i relativi risultati crea le condizioni per costruire un vero progetto di crescita di tutta l’organizzazione. Tale progetto viene concordato fra dirigenti e consulenti, tenendo conto degli obiettivi aziendali e delle specificità, positive e negative, dei singoli.

La suddetta azienda viene affiancata con l’obiettivo di individuare i valori percepiti al suo interno e di analizzare lo scostamento esistente fra i valori ideali che secondo loro sarebbe corretto esprimere e quelli realmente espressi.

Lo scopo di tale attività è quello di riuscire a diffondere in maniera omogenea l’identità aziendale e l’immagine della stessa all’esterno.

L’intervento è sviluppato nella logica dei gruppi di lavoro, facendo percorrere ai dipendenti un viaggio ideale partendo dalla definizione stessa dei valori ed identificando quelli che, secondo il gruppo, si esprimono in azienda. La scelta del management dell’azienda di far individuare i valori ai dipendenti è determinante sia sotto l’aspetto motivazionale, sia per raggiungere un elevato tasso di qualità e creare un prodotto condiviso e su misura per l’azienda.

Viene somministrato alle figure individuate un test per rilevare correttamente le competenze personali, le attitudini e la relativa coerenza con i ruoli assegnati. Inoltre viene fatta un’analisi di clima aziendale, per definire il contesto globale di relazione, la motivazione delle risorse, le aree di rischio potenziale, ed impostare la risoluzione dei conflitti interpersonali e tra diversi reparti dell’Azienda.

Per la rete di vendita è previsto un assessment specifico mirato a identificare lo stile di vendita personale di ogni Agente, l’orientamento all’obiettivo, l’attitudine alla relazione e le competenze nella sfera della comunicazione interpersonale.

In Psicologia del lavoro l’assessment può essere utilizzato come:

  • verifica del grado di adeguatezza del ruolo nell’organigramma aziendale
  • rilevazione e valutazione delle attitudini
  • valutazione del potenziale
  • analisi delle risorse disponibili per la verifica del possesso di determinate capacità
  • individuazione dei bisogni formativi in modo mirato
  • verifica del possesso delle capacità necessarie per ricoprire posizioni diverse quali: orientamento, sviluppo, piani di carriera, rotazioni
  • processi di selezione interni/esterni
  • processo di verifica dell’architettura organizzativa dell’impresa
  • audit a seguito d’esigenze derivanti da ristrutturazioni, fusioni, acquisizioni, collocazione di personale ed esuberi.

 

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Benessere Organizzativo: Analisi all’intervento

Analisi preliminare all’intervento

“Le ricerche si costruiscono insieme fin dall’inizio; insieme si individuano obiettivi, contenuti, tempi, strumenti. Questo è il senso di un rapporto di forte responsabilità reciproca”. G. Piero Quaglino

Per gestire un’analisi di clima aziendale è assolutamente necessario, da un lato, avere chiarezza riguardo gli obiettivi, dall’altro, ottenere il consenso di tutti i membri dell’organizzazione. Si deve comunicare a chiunque sarà coinvolto nel processo quali sono le finalità dell’intervento e gli strumenti che verranno utilizzati, in modo da rendere il processo il più familiare possibile e scongiurare l’insorgere di aspettative distorte o eventuali timori. Si devono valutare con attenzione tutti i passi da fare, iniziando con incontri preliminari con i vertici aziendali e con il successivo coinvolgimento delle rappresentanze delle componenti aziendali significative, per informarle preventivamente e per favorirne la partecipazione attiva nel processo di progettazione della ricerca. Anche tutti gli altri componenti dell’organizzazione devono essere informati e coinvolti, per evitare che l’intervento venga vissuto come imposto dall’alto.

Aspetti generali concordati e problematiche emerse

La motivazione che ha spinto il management a richiedere un intervento formativo è la necessità di studiare la cultura organizzativa, per favorire margini di miglioramento e di benessere collettivo in azienda.

L’Azienda si muove in un contesto di forte crescita del mercato di riferimento, ed intende posizionarsi su di esso in modo competitivo, pur operandovi da tempo relativamente breve. Si ritiene quindi opportuna una strategia di consolidamento dei punti forti, agendo contemporaneamente sulle aree di miglioramento già genericamente individuate ma da definire con precisione in base ad ulteriori analisi.

Alcune risorse che ricoprono ruoli aziendali di rilievo lamentano insoddisfazione sui compiti loro affidati e tendono a sottrarsi a responsabilità decisionali;  in alcuni di questi casi si nota un tasso di assenteismo difficilmente spiegabile da reali motivi di salute. Sono inoltre emerse difficoltà di relazione fra le persone, in particolare quando appartenenti a reparti diversi, che impediscono una collaborazione fluida ed efficace e generano evitabili conflitti e perdite di tempo.

La rete di vendita presenta aree di scarsa efficacia, e opera in un contesto di anarchia metodologica, specie in relazione alle modalità di trattativa coi clienti. Questo è in contrasto con l’obiettivo del Marketing Aziendale che prevede un modello di approccio commerciale coerente, ed un incremento progressivo ma deciso delle vendite, sia nelle filiali italiane che all’estero.

In sintonia con il budget di investimenti previsto per la formazione, la proposta è quindi di un progetto a step progressivi, da svilupparsi nel tempo, dove viene data la priorità ai fattori critici, risolvendo i quali verranno gettate le basi per un’azione più capillare e mirata. Complessivamente saranno coinvolti nello studio 50 impiegati dell’azienda, per un totale di 29 uomini e 21 donne.

Obiettivi

In seguito alla riunione tenutasi preso gli uffici dell’organizzazione, presenti i responsabili HR e Marketing Strategico e Operativo, gli obiettivi generali di lavoro concordati sono:

  • favorire il miglioramento della qualità dell’organizzazione attraverso l’acquisizione di metodi e strumenti finalizzati a sviluppare capacità di gestione dei processi di valutazione del personale e autovalutazione.
  • avviare una politica di coinvolgimento attivo dei singoli lavoratori e all’utilizzo del loro contributo alla crescita e al miglioramento dell’organizzazione attraverso un’analisi del clima aziendale.
  • favorire lo sviluppo di accettazione ed appartenenza all’organizzazione da parte dei lavoratori, migliorando la relazione tra individuo e impresa e individuando preventivamente segnali di malessere e fattori critici, cause di comportamenti organizzativi inadeguati, per potere intervenire ed invertire la tendenza.
  • favorire lo sviluppo del senso di appartenenza da parte dei lavoratori all’organizzazione, attraverso lo sviluppo dei processi di identificazione e di interiorizzazione dei valori aziendali ed attivando una politica di ascolto basata sul coinvolgimento attivo e sul contributo dei singoli alla crescita e al miglioramento continuo dell’organizzazione.

È molto utile elaborare un testo riassuntivo dei principali punti discussi e delle decisioni prese durante l’incontro.

Metodo di lavoro

La strategia di intervento utilizzata per l’analisi del clima organizzativo nel caso di questa azienda riprende dalle tipologie di cambiamento organizzativo definite da Daft e Noe[1]. Essa è orientata sui tre livelli:

  • cambiamento della struttura e delle strategie organizzative, attraverso l’acquisizione di strumenti e metodi da parte del management per meglio gestire lo sviluppo del know how aziendale;
  • cambiamento dei processi di lavoro e dell’ambiente di lavoro, attraverso la formazione diretta ai lavoratori sui temi del benessere organizzativo;
  • cambiamento culturale attraverso l’identificazione di segnali di malessere utili a prevenire comportamenti organizzativi inadeguati.

Si comincia con un assessment iniziale preventivo, da somministrare alle figure chiave di coordinamento dei singoli reparti e alla rete di vendita, per censire le skills delle singole risorse e mirare gli interventi di formazione ai bisogni reali dell’organizzazione.

Successivamente si procede con gli interventi formativi in aula, sia per i manager che per la rete commerciale. È previsto il coinvolgimento attivo delle varie figure con una serie di feedback programmati, per dare voce alle singole esperienze e verificare in itinere l’efficacia dell’azione stessa. Gli argomenti e i contenuti in questa fase non saranno di tipo tecnico, ma riguarderanno principalmente aspetti psicologico-relazionali della vita aziendale.

Infine, è previsto un affiancamento operativo all’interno dell’azienda con alcune di queste figure, all’interno del loro ambiente di lavoro e, per i commerciali, nel momento di contatto con la clientela. A seguire, dopo la fine dei corsi in aula, si effettuerà un follow-up per garantire la verifica ed il consolidamento nel tempo dei progressi raggiunti, nelle nuove competenze e nei comportamenti.

Le variabili di studio su cui si è focalizzata l’analisi del clima organizzativo in azienda sono: motivazione al lavoro; ambiente fisico; soddisfazione lavorativa; relazioni con i colleghi e con i superiori; senso di appartenenza; coesione di gruppo; comunicazione aziendale; collaborazione; chiarezza del ruolo; autonomia; responsabilità.

Individuazione del gruppo di lavoro

Una volta contattata l’organizzazione, la prima azione consiste nella determinazione del gruppo di lavoro o team. Vi faranno parte ricercatori che hanno competenza nella gestione dei processi di analisi di clima e alcuni membri dell’organizzazione generalmente provenienti dalla direzione generale e del personale.

Costruire un gruppo di progetto solido significa trovare il modo di coinvolgere e riunire intorno a un tavolo tutte le persone che possono assumere su di sé il presidio di questo processo organizzativo prima dell’affidamento del progetto stesso alla ricerca. Il team avrà la piena responsabilità del progetto e si incontrerà prima dell’avvio dell’analisi per chiarire la proposta, definire gli obiettivi e pianificare il percorso; successivamente avrà il compito di controllare la corretta sequenza delle fasi, monitorando lo svolgimento del lavoro.

Strumenti

La metodologia utilizzata è di tipo qualitativo e quantitativo e prevede l’utilizzo dei seguenti strumenti di raccolta dati:

  • questionari standardizzati diretti ad esplorare le variabili relative agli indicatori di benessere organizzativo, ed i gruppi di indicatori funzionali alla comprensione del fenomeno: indicatori del benessere organizzativo: positivi, negativi e di malessere psicofisico;
  • focus-group (interviste di gruppo) volti ad indagare la qualità relazionale, cioè il rapporto con l’azienda, con i colleghi, con i superiori, e la soddisfazione lavorativa rispetto al ruolo svolto in azienda;
  • colloqui individuali con figure chiave del management, durante i quali è stata somministrata un’intervista individuale semi-strutturata con lo scopo di studiare le variabili qualitative relative alla soddisfazione lavorativa, alle relazioni interpersonali e al benessere organizzativo.

In seguito alla definizione degli obiettivi e del progetto formativo insieme al management aziendale, verrà studiato il contesto organizzativo attraverso l’impiego degli strumenti di raccolta sopra elencati. I dati raccolti e le variabili osservate saranno analizzati, e verranno formulate ipotesi operative e definiti degli obiettivi.

Rete di vendita

L’ Assessment dedicato alla Rete Agenti rileverà le capacità commerciali di ogni venditore, lo stile personale, le aree critiche e di miglioramento del singolo operatore. Sempre in coerenza con gli obiettivi dell’impresa, è possibile decidere di valorizzare al massimo le differenze fra i singoli venditori, ma anche di creare un preciso stile aziendale, una trattativa di vendita coerente con i valori e l’immagine che l’azienda vuole dare di sé.

Importanza particolare rivestono la questione della percezione della qualità del prodotto, e la capacità dei venditori di ottenere adeguati feedback dal cliente, per poter mappare efficacemente cosa richiede il mercato. Queste competenze, oltre a specifiche tecniche di vendita e di comunicazione efficace, saranno l’argomento dell’intervento Formativo per i commerciali.

In conseguenza dell’Assessment sarà possibile inoltre segmentare la rete per livelli di competenza/efficienza, e procedere eventualmente ad una formazione differenziata per contenuti.

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[1] DAFT R., NOE R., Organizational Behavior, Harcourt, 2000

Benessere organizzativo: una strategia di intervento

Una strategia di intervento

Foto di rawpixel da Pixabay

Il benessere organizzativo in azienda è l’insieme dei nuclei culturali e dei processi organizzativi che partecipano alla dinamica della convivenza nei contesti di lavoro promuovendo, mantenendo o migliorando la qualità della vita degli individui. Si può intendere come la qualità della relazione e della convivenza che esiste tra le persone e il contesto di lavoro. La percezione positiva dell’ambiente di lavoro da parte dei lavoratori aumenta la loro disponibilità ad aprirsi e ad adattarsi al cambiamento.

In virtù della tipologia di cambiamento organizzativo è possibile attivare interventi di formazione aziendale orientati al raggiungimento di più elevati livelli di benessere nei destinatari e di migliori livelli di qualità della vita aziendale nel suo complesso.

In tal senso, viene presentata in questo capitolo una case history sulla promozione del benessere organizzativo; sostanzialmente, si tratta di un intervento formativo richiesto da un’azienda che si occupa di progettazione e vendita di servizi informatici, del territorio del Comune di Bologna, orientata al raggiungimento di più elevati livelli di benessere nei lavoratori e di migliori livelli di qualità della vita aziendale nel suo complesso.

Si comincia con un’analisi preliminare all’intervento, durante la quale si identificano le variabili oggettive e soggettive critiche dell’organizzazione che richiedono un intervento formativo; si prosegue con la valutazione – l’assessment -, e con la realizzazione di un piano di intervento; infine, si procede alla verifica ex-post dell’intervento.

Per realizzare questa analisi, e per rispondere in modo coerente ai bisogni emersi in fase di ideazione del progetto formativo viene utilizzato l’approccio culturale, che prende in considerazione il modo con cui percezioni e interazioni vengono influenzate dalla cultura dell’organizzazione con la quale gli individui coesistono

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Clima organizzativo: analisi dei dati raccolti

Clima organizzativo

Clima organizzativo, lavorare insieme e farlo bene! Foto di rawpixel da Pixabay

ANALISI DEI DATI RACCOLTI DEL CLIMA ORGANIZZATIVO

  1. RACCOLTA DELLE INFORMAZIONI

Le informazioni relative alle caratteristiche personali e lavorative del campione preso in considerazione in relazione al clima organizzativo nella ricerca sono state raccolte in un file Excel; da ciò si desume che il campione è eterogeneo.

 

ETA’

35 – 45 ANNI = 4

46 – 55 ANNI = 4

56 – 65 ANNI = 2

SESSO

M = 4

F = 6

 

TITOLO DI STUDIO

LICENZA MEDIA = 2

DIPLOMA = 5

LAUREA = 3

ANZIANITA’ DI SERVIZIO

DA 1 A 5 ANNI = 2

DA 6 A 10 ANNI = 2

OLTRE 10 ANNI = 6

AMBITO DI LAVORO

COMMERCIALE = 5

BACK OFFICE = 2

FUNZIONARIO = 3

  1. CREAZIONE DI UNA TABELLA

È stata creata una tabella con tante righe quanti sono gli item, e tante colonne quanti sono i valori del MBI; in essa sono riportati i risultati di ogni questionario che è stato sottoposto al campione di riferimento. Questionario che valuta il clima organizzativo in generale.

 

 

0

1

2

3

4

5

6

ITEM 1

x

xxxx

X

xx

x

x

 

ITEM 2

 

X

xxx

xx

xx

xx

 

ITEM 3

 

xxx

X

xxx

x

xx

 

ITEM 4

     

x

 

xxxxx

xxxx

ITEM 5

xxx

Xx

X

xxx

x

   

ITEM 6

x

   

xxxxxx

xxx

   

ITEM 7

     

x

 

xxxxx

xxxx

ITEM 8

 

xxxxx

Xx

x

 

x

x

ITEM 9

 

X

X

xx

xx

xxxx

 

ITEM 10

xx

xxx

X

 

xxx

x

 

ITEM 11

xxx

X

xxx

x

x

x

 

ITEM 12

   

X

xxxx

xx

xxx

 

ITEM 13

 

xxx

Xx

xx

x

x

x

ITEM 14

xx

xxxx

X

 

x

x

x

ITEM 15

xxx

Xx

X

xxx

x

   

ITEM 16

 

xxxxx

Xx

x

x

x

 

ITEM 17

     

x

x

xxxxxxx

x

ITEM 18

     

xxxx

xx

xxx

x

ITEM 19

 

xxx

Xx

xx

xx

x

 

ITEM 20

xxx

xxxx

X

   

x

x

ITEM 21

x

 

X

xxxxx

xx

 

x

ITEM 22

x

xxx

Xx

xx

x

x

 

In questa valutazione non si vuole scendere nei dettagli dei risvolti tecnici; si consiglia comunque, in linea generale, di ripetere il questionario in tempi diversi e di procedere a fare la media dei valori delle righe, per ottenere il peso che, nell’insieme, viene attribuito all’argomento della domanda.

 

  1. CORRELAZIONI

L’aspetto principale e di maggior successo è stato quello di rendere i partecipanti protagonisti attivi, perché una cosa sentita e vissuta è sicuramente più efficace di qualcosa di imposto.

Dai dati ottenuti risulta principalmente una forte correlazione positiva fra item e punteggio assegnato. In particolare:

  • item: 5 = “Mi pare di trattare alcuni clienti come se fossero degli oggetti”, 11 = “Ho paura che questo lavoro mi possa indurire emotivamente”, 15 = “Non mi importa veramente di ciò che succede ad alcuni clienti”, 20 = “Sento di non farcela più” hanno una prevalenza di risposte “Mai”;
  • item: 1 = “Mi sento emotivamente sfinito dal mio lavoro”, 8 = “Mi sento esaurito dal mio lavoro, 14 = “Credo di lavorare troppo duramente”, 16 = “Lavorare direttamente a contatto con la gente mi crea troppa tensione” e 20 = “Ho l’impressione che i clienti diano la colpa a me per i loro problemi” hanno una risposta prevalente di “Qualche volta all’anno”;
  • item: 6 = “Mi pare che lavorare tutto il giorno con la gente mi pesi”, 12 = “Mi sento pieno di energie”, 18 = “Mi sento rallegrato dopo aver lavorato con i clienti”, 21 = “Nel mio lavoro affronto i problemi emotivi con calma” si verificano “Qualche volta al mese”;
  • item: 4 = “Posso capire facilmente come la pensano i miei clienti”, 7 = “Affronto efficacemente i problemi dei clienti”, 9 = “Credo di influenzare positivamente la vita di altre persone attraverso il mio lavoro”, 17 = “Riesco facilmente a rendere i clienti rilassati e a proprio agio” hanno come risposta principale “Qualche volta alla settimana”, e anche, relativamente agli item 4 e 7, la risposta “Ogni giorno”.

I valori del MBI meno utilizzati sono lo 0 e il 6, cioè i valori estremi, a spiegazione del fatto che i campioni rappresentativi dell’organizzazione hanno scelto poche volte risposte totalmente positive o totalmente negative.

 

  1. CONCLUSIONI

Il campione manifesta una positività nei confronti degli argomenti che riguardano il rapporto con la clientela, ed una moderata energia ed emotività. L’empatia viene vissuta come una caratteristica del quotidiano, mentre i sintomi di stress lavoro correlato, tensione ed esaurimento sono pressoché irrilevanti (prevalenza di risposte “mai” o “qualche volta all’anno”).

Complessivamente, da un punto di vista della soddisfazione lavorativa, emerge un forte senso di appartenenza all’azienda, che senza dubbio deriva dal lavorare per un’azienda importante che trasmette un’immagine positiva di sé sul territorio. Le punte di insoddisfazione, invece, emergono per la presenza di un ambiente di lavoro interno percepito come positivo ma stressante, in particolare per il fatto che il tipo di occupazione è prevalentemente a contatto con clienti esterni ed interni.

Concludendo, si può dire che il livello di burnout di questa organizzazione non è rilevante ai fini del condizionamento del clima organizzativo, in quanto gli item con connotazione negativa hanno una valenza minore rispetto a quelli con criteri positivi.

 

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LA SCALA DI MASLACH

Esempio di approccio quantitativo: La scala di Maslach[1]

La scala Maslach

La scala Maslach e il burnout Foto di Gerd Altmann da Pixabay

In questa sede si intende misurare il burnout, argomento già trattato nel Cap. 2.6.1, attraverso l’utilizzo della Scala di Maslach.

Esistono diverse scale di misurazione del burnout. Qui, in particolare, si sottopone un questionario ad un campione rappresentativo di 10 persone (10% circa del numero complessivo) di età compresa tra i 35 e i 65 anni (età media = 47). Essi sono impiegati con vari ruoli – dipendenti e liberi professionisti – all’interno di una organizzazione che si occupa di vendita di prodotti assicurativi sul territorio del Comune di Bologna.

Scopo del presente questionario è lo studio del clima organizzativo di un’impresa. In particolare del modo in cui le persone che vi operano percepiscono le loro condizioni di lavoro. Ciò al fine di mettere in luce le criticità relazionali vissute dal singolo lavoratore, e come queste si ripercuotono sul risultato aziendale e sugli aspetti della vita personale del singolo.

La rilevazione viene effettuata utilizzando l‘MBI (Maslach Burnout Inventory) o Scala di Maslach, un questionario che è stato sviluppato nel 1981 da Christina Maslach insieme alla sua collega Susan Jackson.

E’ un questionario multidimensionale che affronta tre diversi campi della professionalità:
  • Esaurimento Emotivo (EE), ovvero la sensazione di essere inaridito emotivamente ed esaurito dal proprio lavoro.
  • Depersonalizzazione (DP), intesa come distacco e indifferenza nei confronti dell‘oggetto lavorativo.
  • Realizzazione Personale (RP), cioè la valutazione della sensazione relativa alla propria competenza e al proprio desiderio di successo nel lavorare con gli altri.

Originariamente il questionario era rivolto alle professioni di aiuto, ovvero quelle mansioni che contemplano una notevole interazione emotiva tra l’operatore e l’utente (psicologi, operatori sociali e del volontariato, insegnanti, medici, ecc.). Nel tempo il suo utilizzo si è ampliato verso tutte quelle professioni che richiedono un costante contatto con il pubblico o con persone in stato di bisogno[1].

Per poter verificare le correlazioni tra le caratteristiche personali e quelle lavorative del campione si è reso necessario reperire le seguenti informazioni: anzianità di servizio, ambito di lavoro, titolo di studio, età, sesso.

Il questionario è completamente anonimo. Ciò che interessa è l’opinione generale dell’insieme degli operatori e non quella del singolo individuo.

Per ogni frase sono previste sei modalità di risposta; ad ognuna di esse il soggetto deve rispondere con un valore da 0 a 6 che indica la intensità e la frequenza con cui si verificano le sensazioni. Deve inoltre considerare se l’affermazione si adatta o meno alla situazione lavorativa. Si risponde apponendo il numero a fianco di ciascuna frase.

 

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[1]  BOCCADORO L., CARULLI S., Il posto dell’amore negato, Edizioni Tecnoprint, Ancona, 2008.

 

Clima Aziendale: il Focus Group

Clima aziendale e focus group

Clima aziendale e focus group

L’analisi del clima aziendale tramite un focus group Foto di rawpixel da Pixabay

Come abbiamo più volte spiegato il clima aziendale è il modo in cui i soggetti percepiscono il proprio ambiente lavorativo. E’ stato definito i vari modi nel tempo. La sua stessa definizione influenza molto le modalità con cui esso verrà analizzato e studiato.

Il focus-group è una tecnica di rilevazione qualitativa che consiste in un incontro strutturato al quale vengono invitati un numero ristretto di collaboratori scelti, come per il questionario, in modo casuale e rappresentativo.

I gruppi scelti devono essere omogenei dal punto di vista dei ruoli organizzativi, in modo da facilitare la partecipazione di tutte le persone coinvolte e da non fare emergere il timore di essere giudicati.

Un facilitatore quindi guiderà il gruppo a confrontarsi su alcuni aspetti dell’ambiente lavorativo. Egli deve creare un ambiente disteso per fare emergere tra i partecipanti le percezioni e le opinioni, senza che nessuno si senta giudicato o disapprovato.

Questo strumento richiede un elevato impegno in termini di tempo e di risorse, infatti per disporre di informazioni affidabili è necessario prevedere un elevato numero di incontri e trattare poi i dati ottenuti con tecniche specifiche. Per questo motivo questa tecnica viene utilizzata non come unica fonte di rilevazione dei dati, bensì unitamente ad altri strumenti di indagine del clima organizzativo.

  Vantaggi Svantaggi
Questionario ·         Anonimato

·         Solidità statistica

·         Confrontabilità dei risultati

·         Generalizzabilità

·         Velocità nella somministrazione

·         Rigidità

·         Minore controllo sulle risposte

·         Perdita di dimensioni non incluse

Focus Group ·         Profondità delle risposte

·         Maggiore coinvolgimento emotivo

·         Flessibilità

·         Comparsa di idee / temi non previsti

·         Scarsa generalizzabilità

·         Complessità nell’elaborazione dei risultati

·         “Onerosità”

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Figura 19 – Un confronto tra strumenti di rilevazione del clima – Fonte: Innocenti L., Clima organizzativo e gestione delle risorse umane. Unire persone e performance, Franco Angeli, 2013

Clima aziendale: il questionario

Clima aziendale: Il questionario

Questionario del Clima aziendale

Domande e risposte chiuse per analizzare il clima aziendale Foto di eslfuntaiwan da Pixabay

Il questionario è lo strumento maggiormente utilizzato per analizzare in maniera strutturata il clima aziendale.

Esso consente di coinvolgere un numero elevato di campioni in tempi ridotti. Questo è un aspetto molto importante per garantire la rappresentatività dei risultati.

Ad ogni soggetto coinvolto vengono somministrate le stesse domande nella medesima formulazione, e a tutti vengono date le stesse opzioni di risposta. Quello che Corbetta (1999) chiamava “standardizzazione dello stimolo”.

La costruzione del questionario rappresenta una fase molto delicata. Si inseriscono scale di misurazione, ovvero insiemi di item che si utilizzano per misurare una particolare dimensione.

Si prediligono le domande a risposta chiusa, perchè più facilmente traducibili in statistiche e non si prestano ad interpretazioni soggettive.

Nella scelta degli item i ricercatori devono considerare l’effettiva utilizzabilità del questionario. Si rivelano importanti a questo proposito aspetti quali:

  • la validità, ovvero le domande devono misurare esattamente l’oggetto che si vuole misurare.
  • l’affidabilità, cioè il questionario deve essere in grado di misurare sempre allo stesso modo lo stesso oggetto.
  • la semplicità lessicale e sintattica, dal momento che è importante estendere l’applicazione dello strumento a tutti i livelli aziendali;
  • il numero di item, che non può essere eccessivo.

Infatti, “l’efficacia della ricerca può essere seriamente compromessa dalla sua durata. Un numero eccessivo di item scoraggia anche il più motivato dei dipendenti, rischiando di aumentare la percentuale di questionari non compilati e, conseguentemente, di compromettere la solidità dei risultati. Si deve quindi sempre cercare di raggiungere un buon compromesso tra il desiderio di utilizzare scale complete articolate in molte domande e la soglia di attenzione e di motivazione di chi è chiamato a compilare il questionario”[1].

La compilazione del questionario di analisi del clima organizzativo è facoltativa e deve garantire anonimità e riservatezza.

Solo in questo modo gli individui possono esprimersi davvero con sincerità. Inoltre, bisogna evitare item di difficile comprensione: frasi lunghe ed elaborate non sono di aiuto alla corretta interpretazione e alla risposta spontanea.

Viene rilevato come i soggetti che lavorano in un’organizzazione percepiscono le condizioni generali e specifiche di lavoro ed il funzionamento, su vari aspetti, dell’azienda. Solitamente vengono rilevate dimensioni come Comunicazione, Gestione, Relazioni con i colleghi e con la direzione, Soddisfazione generale e di specifica mansione, Coerenza dell’azienda, Rispetto delle regole e delle promesse, Luogo di lavoro.

 

© Chiedimi se sono felice:Analisi del Clima Organizzativo e del suo effetto sulle risorse umane – Dott.ssa Sonia Barbieri

 

 

[1] INNOCENTI L., Clima organizzativo e gestione delle risorse umane – Unire persone e performance, Franco Angeli, 2013, pag. 67

Clima Aziendale e Intervista

L’Intervista

Clima aziendale a intervista

Il clima aziendale e l’intervista per stusiarlo e valutare eventuali problematiche Foto di Tumisu da Pixabay

Clima aziendale e l’intervista: perché insieme?

Il clima aziendale , che abbiamo già trattato, è la percezione che i soggetti hanno del loro luogo di lavoro. Percezione che può essere condivisa e non.

L’intervista può essere definita come una conversazione provocata dall’intervistatore. Essa ha finalità di tipo conoscitivo ed è rivolta a soggetti scelti sulla base di un piano di rilevazione ed in numero consistente.

Essa può avere diversi gradi di strutturazione:

  • in quella libera viene fissato solo il tema.
  • vie è anche quella completamente strutturata invece l’intervistatore pone le domande di un questionario e lo compila sulla base delle risposte dell’intervistato.
  • A metà tra le due c’è l’intervista semi-strutturata, nella quale il ricercatore prefissa il tema, le linee guida e gli argomenti da toccare, predisponendo una scaletta.

Può avere la modalità di un faccia a faccia (uno a uno): ne sono un esempio l’intervista biografica, il colloquio clinico e la riflessione parlata. Può essere anche una discussione di gruppo (gruppi naturali o costruiti ad hoc), come il focus – group e il brainstorming.

Nella conduzione di essa è opportuno fornire spiegazioni preliminari ed utilizzare un linguaggio chiaro e comprensibile.

L’intervistatore deve essere pronto a gestire situazioni di diffidenza o sospetto: deve saper ascoltare, porre attenzione alla gestualità, avere una specifica sensibilità verso i problemi dell’intervistato.

L’uso di una intervista libera offre la possibilità di lasciare al soggetto la massima libertà di espressione. Nel caso specifico della rilevazione del clima organizzativo consente di cogliere anche i segnali deboli. Essi sono ciò che potrebbe sfuggire al ricercatore nel momento della scelta degli indicatori.

Tale strumento causa un notevole dispendio di tempo per effettuare la rilevazione. Inoltre l costo dell’elaborazione del materiale e la difficoltà di comparazione dei risultati ottenuti in altre realtà.

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