Articoli

PNL e comunicazione del personal brand

PNL per la comunicazione del Personal Brand

Foto di John Hain da Pixabay

PNL vuol dire Programmazione Neuro Linguistica ed è conosciuta come la scienza dell’eccellenza umana.

  • Programmazione: l’abilità di scoprire e utilizzare i programmi che facciamo funzionare (la comunicazione con noi e con gli altri) nel nostro sistema neurologico per ottenere obiettivi specifici e desiderati.
  • Neuro: il sistema nervoso (la mente) attraverso il quale le nostre esperienze vengono processate attraverso i 5 sensi: visivo, auditivo, cinestesico, olfattivo e gustativo.
  • Linguistica: il linguaggio e gli altri sistemi di comunicazione non verbale attraverso cui le nostre rappresentazione neurali vengono codificate, ordinate e a cui viene assegnato un certo significato. Includono: immagini, suoni, sentimenti e sensazioni, sapori e odori.[1]

In altre parole la PNL (Programmazione Neuro Linguistica)è come usare il linguaggio della mente per raggiungere in modo coerente degli obiettivi specifici desiderati.

La PNL è una recente tecnica psicologica che offre la possibilità di influire sul comportamento di un individuo tramite la manipolazione di processi neurologici attuata attraverso l’uso del linguaggio. Aiuta a capire come relazionarsi con l’altra parte, in modo da recepire tutti i messaggi che questa trasmette, in maniera volontaria ed involontaria, ed utilizzarli poi al meglio per ottenere il risultato desiderato.

È nata come modello di comunicazione con noi stessi e gli altri e ci aiuta a capire in che modo processiamo le informazioni che riceviamo dall’esterno e come queste influenzano il nostro comportamento e i nostri stati emozionali.

Attraverso la PNL i problemi si possono risolvere in modo particolare: si tratta di migliorare una certa situazione portando al massimo le aspettative e impegnandosi nella ricerca della strada migliore per farla avverare. La ricerca e la comunicazione di noi stessi attraverso la PNL può essere utile come strumento per migliorare il nostro storytelling.

Ogni persona percepisce le cose diversamente da un’altra e questa diversità forma il processo interno mentale che è composto dalle rappresentazioni mentali di quanto percepito, influendo sui valori e le convinzioni, i quali avviano uno stato interno composto da emozioni, sentimenti e sensazioni che formano i metaprogrammi, le strategie delle persone ancora sotto forma di rappresentazioni mentali. Dopo tutto questo lavoro interno, la persona risponde agli stimoli con un suo linguaggio, di due tipi, verbale e non verbale. Il linguaggio non verbale è molto più importante di quello verbale e spesso rappresenta la vera comunicazione in quanto è inconscio, automatico, simbolico, e lo possiamo vedere dalle foto che pubblichiamo nei social network e perchè no ,anche dai selfie.

Nella nostra mente ciascuna parola è associata a un’immagine mentale: attraverso i canali sensoriali visualizziamo immagini, ascoltiamo suoni, avvertiamo sensazioni associate a una determinata esperienza e ad un determinato oggetto.

Lo studio del personal brand affrontato dal punto di vista della PNL ci conferma che l’accoglienza buona o cattiva che una persona riceverà dal pubblico, è questione di percezione. Un brand non è migliore o peggiore di un’altro, ma la percezione è tutto, quindi un individuo avrà un brand più efficace se si è costruito un’identità che ha suscitato credibilità e fiducia nel pubblico.

Non si deve lasciare al caso ciò che le persone pensano di noi, ma bisogna sfruttare la percezione umana a nostro vantaggio e fare in modo di trasmettere agli altri ciò che vogliamo e la PNL ci aiuta a raggiungere tale scopo.

 

 

© Il personal Branding – Marika Fantato

 

 

[1] Di Lauro D., Manuale di comunicazione assertiva,XeniaEdizioni, 2011

Il Selfie: l’autoscatto per raccontare un Brand

Il Selfie: l’autoscatto per raccontare un Brand

Foto di Free-Photos da Pixabay

Parliamo ora di cultura del selfie, ovvero autoscatto, come nuovo modo di comunicare e di racconatarsi. La priorità oggi è far sapere a tutti che esistiamo, che ci siamo e il miglior modo per farlo è condividere quello che di più unico abbiamo: il nostro viso con un autoscatto.

L’espressione Selfie esiste dal 2002, ma la consacrazione dell’Oxford Dictionary come parola dell’anno 2013 ne ha decretato la definitiva popolarità come trend digitale di narcisismo estremo.

Il selfie rappresenta una semplice manifestazione del bisogno di comunicare, condividendo la propria esistenza con i propri “amici”, la cerchia allargata di contatti online. È una forma di vanità come richiesta di approvazione sociale, ma anche una forma di narrazione, attraverso cui esprimersi e raccontare le proprie storie. Il successo viene ridefinito come la capacità di attirare attenzione e stimolare visibilità e passaparola, attraverso ciò che condividiamo.

Online dobbiamo stare attenti e valutare quali autoscatti pubblicare perchè molto spesso una foto può generare l’effetto prima impressione, positivo o negativo, su chi ci sta guardando. Anche un selfie, essendo l’immagine che diamo di noi stessi come forma di racconto e appartenenza , può rappresentare il nostro brand.

Tutti siamo brand, anche se forse non ci abbiamo mai pensato e il selfie non è null’altro che brand advertising. I selfie sono strumenti che ci consentono di posizionarci e di farci notare all’interno di un gruppo, per essere apprezzati e supportati con una cascata di pollici rivolti verso l’alto, cuoricini, stelline, retweet e followers.

 

 

 

© Il personal Branding – Marika Fantato

 

 

Storytelling e Brand

Storytelling e Brand

 

Lo storytelling è una metodologia che, usando i principi della retorica e della narratologia, crea racconti capaci di colpire e influenzare il pubblico.

Per fare personal branding in maniera efficace occorre sapersi raccontare: personal storytelling.

Raccontare chi siamo, il perché delle scelte che facciamo serve a noi e agli altri: è come se ci mettessimo a raccontare la Storia che sta dietro a tutte le storie parlando di noi come dei personaggi di una storia appunto.

La narrazione del nostro vissuto è il punto di partenza per decidere cosa fare e del nostro futuro: una sorta di lavoro per prendere consapevolezza su ciò che siamo, su noi stessi. Lo storytelling è uno strumento del personal branding che ci aiuta a metterci nella prospettiva di dove si vuole andare e a focalizzarci di propri punti di forza, in modo tale che chi legge possa capire chi c’è dietro il nostro nome e capire se siamo noi la figura professionale e la persona che stanno cercando.

Lo storytelling oggi è usato molto dal mondo dell’impresa, dal mondo politico e da quello economico per promuovere e posizionare meglio valori, idee, iniziative, prodotti e consumi secondo la logica del marketing. Il suo successo è determinato dal fatto che il racconto è una forma di comunicazione naturale e intuitiva, che coinvolge le persone con l’obiettivo di creare una fidelizzazione al brand tramite la narrazione, appunto, che garantisce credibilità.

Lo storytelling è la difficile arte del comunicare un brand grazie a una storia: il vantaggio di questa tecnica è di permettere al pubblico di riconoscersi nel prodotto e nei valori che si intendono rappresentare, creando una storia semplice e interessante con cui i clienti possono immedesimarsi.

È importante raccontare la propria storia professionale perchè le storie catturano l’attenzione, coinvolgono, appassionano e aiutano ad uscire dall’anonimato del Curriculum Vitae.

 

 

© Il personal Branding – Marika Fantato