Strategie di coping: Resistenza

Strategie di coping: Resistenza

grafico 2: strategie di coping adottate dai vessati

Resistenza

Lazarus e Folkman (1984) definiscono il concetto di strategie di coping come l’insieme degli sforzi comportamentali e cognitivi, volti alla gestione di specifiche richieste esterne o interne, valutate come situazioni che mettono alla prova o che in ogni caso eccedono le risorse di una persona.

Inoltre Folkman (1986) precisa che questi sforzi sono finalizzati a ridurre, minimizzare e padroneggiare tali richieste.

La resistenza alla critica e alle minacce e il rifiuto a svolgere compiti inadeguati hanno frequenza 47, rientrano in quegli sforzi che Lazarus e Folkman ritengono necessari affinché la persona controbatta lo stato iniquo in cui riversano.

La sofferenza imposta al lavoratore è sintomo di un trattamento iniquo adoperato poiché il vessato, ad esempio, si è rifiutato di allinearsi alle richieste del proprio capo. Tali richieste spesso sfociano in  pretese che nulla hanno di professionale; allorché il lavoratore dovesse contrapporsi diventerebbe inesorabilmente bersaglio di una collettività che fa riferimento allo stesso capo.

“A quel punto esterno le mie giustificazioni dicendo che io svolgo giornalmente il mio lavoro e che se sono in contrasto con la Capo Negozio è perché ritengo che spesso lei abbia delle priorità diverse da quelle effettivamente necessarie al buon andamento del negozio.”

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“dopo uno scambio di opinioni concludo dicendo che il suo comportamento mi sembra discriminatorio e poco professionale e che mi comporterò di conseguenza.”

 

“Il lavoro che (non) fa per te”. Il disagio nelle relazioni lavorative: un’indagine psicosociale sul territorio di Venezia –  © Maurizio Casanova