La Ricerca lo strumento

La Ricerca: lo strumento

Lo strumento utilizzato è un questionario contenente le misure dei costrutti analizzati, di seguito presentate.
Amicizie intergruppi e contatto esteso. Per rilevare le amicizie intergruppi e il contatto esteso si sono utilizzati quattro item. Il primo item per le amicizie dirette chiedeva al partecipante di indicare quanti amici meridionali avesse al di fuori dell’università; la scala di risposta era a cinque gradi (1 = nessuno, 2 = uno, 3 = da due a quattro, 4 = da cinque a dieci, 5 = più di dieci). Il secondo item chiedeva quanto frequentemente passasse del tempo con i suoi amici meridionali (1 = mai, 5 = molto spesso). Per il contatto esteso i due item chiedevano al partecipante di indicare su una scala a 5 gradi (1 = nessuno, 5 = più di dieci), rispettivamente, quanti dei propri conoscenti e dei propri amici settentrionali avessero amici meridionali.
Norme dell’ingroup e dell’outgroup. Nella sezione successiva, sono stati utilizzati tre item per misurare le norme dell’ingroup. I primi due chiedevano in che grado, rispettivamente, i Settentrionali ed i propri amici settentrionali fossero amichevoli con i Meridionali. Il terzo chiedeva invece quanto positivamente i propri amici settentrionali valutassero i Meridionali (1 = per niente, 7 = molto). Per le norme dell’outgroup sono stati utilizzati altri tre item, che chiedevano in che grado i Meridionali fossero amichevoli, felici di passare del tempo e felici di essere amici di Settentrionali (1 = per niente, 7 = molto). Più elevato il punteggio, più le norme dell’ingroup e dell’outgroup sono favorevoli ad un rapporto amichevole tra i membri dei due gruppi.
Inclusione dell’outgroup nel sé. Per la misura di questo costrutto sono stati utilizzati due item. Il primo è: “La mia identità, in un certo senso, include anche quella meridionale” (1 = per niente vero, 7 = decisamente vero). Il secondo raffigura sette diversi gradi di sovrapposizione di due cerchi: il primo rappresenta l’identità del partecipante, e quindi il proprio sé, mentre il secondo rappresenta l’outgroup. Si chiedeva al rispondente di indicare quale delle figure rispecchiasse il grado di sovrapposizione tra la propria immagine e quella dei meridionali, da una situazione in cui i cerchi si presentano separati (livello 1), per arrivare ad una sovrapposizione quasi totale (livello 7).
Emozioni intergruppi. Per rilevare l’empatia sono stati utilizzati quattro item che chiedevano al partecipante di pensare ai Meridionali ed indicare, con una scala a sette gradi, in che misura riuscissero, ad esempio, a provare i loro sentimenti, a capire come essi si sentivano (1 = per niente, 7 = molto fortemente).
Per la misura dell’ansia intergruppi, si sono utilizzati otto item che chiedevano di valutare (1 = per niente, 7 = molto fortemente) quanto il partecipante si sentisse, ad esempio, inquieto, preoccupato o sospettoso pensando ai Meridionali. Per la fiducia sono stati usati quattro item, ad esempio “Posso fidarmi dei Meridionali”, “Ho fiducia nei Meridionali” (1 = per niente, 7 = in grado massimo). Per tutte e tre le misure, più elevato il punteggio, più intensa è l’emozione provata. Le misure del contatto, dei mediatori di primo e di secondo livello sono tratte da Capozza, Falvo et al, (2013) e Capozza, Falvo et al. (2014).
Perspective taking. Per la misura della presa di prospettiva sono stati utilizzati quattro item che chiedono quanto il rispondente fosse d’accordo con affermazioni come “Credo di avere una buona conoscenza di come i Meridionali vedono il mondo”, oppure “Riesco a mettermi nei panni dei Meridionali” (1 = per niente d’accordo, 7 = fortemente d’accordo).
Misure di umanità. Per rilevare le attribuzioni di umanità ai gruppi sono stati utilizzati gli item proposti da Gray et al., 2011, ed in particolare due item che si riferiscono all’agency, ovvero all’autocontrollo e alla pianificazione dell’azione.
Relativamente alle dimensioni dell’experience, abbiamo invece applicato otto item riguardanti sia le emozioni provate esclusivamente dagli esseri umani (emozioni secondarie) sia le emozioni provate da esseri umani ed animali (emozioni primarie). Per le prime sono state utilizzate quattro item: speranza, orgoglio, vergogna, e rimorso, mentre i restanti quattro erano: piacere, rabbia, tristezza ed eccitazione. I partecipanti, per ognuno dei dieci item, dovevano quindi indicare rispettivamente se i Meridionali fossero a loro avviso capaci di autocontrollo e di pianificare le proprie azioni (agency), e se fossero capaci di provare emozioni quali piacere e tristezza (emozionalità primaria), o speranza e vergogna (emozionalità secondaria). La scala di risposta a sette gradi, andava in questo caso da -3 = assolutamente falso, a +3 = assolutamente vero, con 0 = né vero, né falso. Si chiedeva, inoltre, se i Meridionali fossero definiti dai tratti di raziocinio e razionalità (che sono ritenuti tratti unicamente umani) e da impulsi, impeto, istinto, pulsioni (ovvero tratti non unicamente umani).
Le misure relative alle emozioni primarie e secondarie sono tratte da Capozza, Falvo et al. (2013), mentre le misure relative ai tratti derivano da Capozza, Trifiletti et al. (2013). Nella sezione successiva, i partecipanti, valutavano l’ingroup settentrionale sugli stessi item. La frase introduttiva di questa sezione era “I Meridionali [Settentrionali] sono capaci di…”. Per i tratti, la frase introduttiva era “I Meridionali [Settentrionali] sono definiti dai seguenti tratti”.
Meta-attribuzioni dei gruppi. La sezione successiva è suddivisa in due parti. Nelle prime due pagine della prima parte, i partecipanti dovevano rispondere agli stessi 16 item utilizzati per le valutazioni di ingroup e outgroup, ma in questo caso veniva chiesto di valutare quanto i Meridionali (l’outgroup) ritenessero capaci di agency e di emozioni (primarie e secondarie) rispettivamente i Settentrionali e i Meridionali stessi (in due pagine distinte), e quali fossero i tratti distintivi dei due gruppi. Quindi le due frasi distintive erano: “I Meridionali ritengono i Settentrionali capaci di [che i Settentrionali siano definiti dai seguenti tratti]”; “I Meridionali ritengono gli altri Meridionali capaci di [che gli altri Meridionali siano definiti dai seguenti tratti]”.
La seconda parte invece è analoga alla precedente con la differenza che veniva chiesto di effettuare tramite i 16 item valutazioni riferendosi ai Settentrionali. Le due frasi introduttive erano: “I Settentrionali ritengono i
Meridionali capaci di [che i Meridionali siano definiti dai seguenti tratti]”; “I Settentrionali ritengono gli altri Settentrionali capaci di [che gli altri Settentrionali siano definiti dai seguenti tratti]”.
Valutazione dell’outgroup. Per rilevare l’atteggiamento verso l’outgroup sono state utilizzate due misure. La prima corrisponde a cinque scale del differenziale semantico (ad es., desiderabili/indesiderabili, spregevoli/pregevoli). I punteggi sono stati codificati in modo che nella scala settenaria più elevato è il punteggio più positiva è la valutazione (4 = valutazione neutra). La seconda misura era composta da tre item che rilevano il pregiudizio sottile (Pettigrew & Meertens, 1995) ed in particolare la percezione di somiglianza e diversità tra
Settentrionali e Meridionali riguardo ad aspetti come l’attaccamento verso il lavoro, la famiglia ed i valori in cui si crede. In questo caso si è usata una scala di risposta a sei gradi, in cui più alto è il punteggio e minori sono le differenze e, di conseguenza, il pregiudizio (1 = sono molto diversi, 6 = sono molto simili).
L’ultima pagina del questionario, infine, mirava a raccogliere le informazioni anagrafiche del partecipante, tra cui le provincie di nascita e di residenza dei genitori, in modo da poter valutare l’appartenenza del rispondente al gruppo dei settentrionali.

 

 

© La relazione tra amicizie dirette ed estese e attribuzioni di mente: Uno studio sul rapporto tra Meridionali e Settentrionali in Italia – Elisa Ragusa