La comunicazione persuasiva

LA COMUNICAZIONE PERSUASIVA

Come anticipato nel precedente paragrafo, per la tradizione classica ogni metafora si basa su somiglianze obiettive preesistenti tra due domini semantici differenti. Ne consegue che l’esito della metafora è sempre prevedibile. Diversamente, la linguistica cognitiva giustifica la metafora alla luce di correlazioni di matrice esperienziale, biologiche o culturali. Ne consegue che la metafora è motivabile solo a posteriori e se esistono infiniti pattern esperienziali, allora qualsiasi metafora è possibile. Implicazioni pratiche sono visibili laddove la consistenza semantica di una metafora perde il suo valore in riferimento a culture e lingue diverse.

In considerazione del fatto che le metafore dunque non rappresentano entità stabili, ma dotate di alta variabilità, allora mediante la “strategia di trasferimento metaforica” è possibile manipolare percezioni e motivazioni intorno ad un concetto, influenzare le relative informazioni, in conclusione modificare la metafora risultante.

Con una serie di cinque esperimenti, Thibodeau e Boroditsky (2011) analizzano le modalità più diffuse tra le persone per risolvere i problemi sociali relativi al crimine ed elaborare decisioni consapevoli, previo raggruppamento delle informazioni a disposizione.  Nel primo esperimento è stato dato ai partecipanti un rapporto sulle percentuali  in aumento dei crimini  avvenuti nella città di Addison, ed è stato chiesto loro di proporre una soluzione. Per la metà dei partecipanti, il crimine fu descritto metaforicamente come una bestia che preda su Addison, e per l’altra metà come un virus che infetta Addison. Il resto del rapporto conteneva statistiche sui delitti che erano identiche per entrambe le condizioni sperimentali. Secondo i risultati le metafore influenzarono sistematicamente il modo in cui le persone proposero di risolvere il problema dei crimini ad Addison.

Quando il crimine fu metaforicamente etichettato come un virus, i partecipanti proposero di investigare la radice del problema e di trattare il problema attraverso una riforma sociale per invitare la comunità ad affrontare la povertà e a migliorare l’istruzione. Quando il crimine fu metaforicamente etichettato come una bestia, i partecipanti proposero di catturare i criminali, di incarcerarli e di decretare leggi di più aspre.Gli autori si focalizzano in particolare sul mancato riconoscimento da parte delle persone, dell’influenza esercitata delle metafore utilizzate.

Bowdle e Gentner (1994) trovano una possibile spiegazione nel fatto che le metafore vengano percepite come analogie o allineamenti strutturali e sul momento in cui avviene tale riconoscimento. Le persone infatti tendono a raggruppare singole rappresentazioni di problemi complessi come il crimine, invece di creare un’unica rappresentazione integrata. Le singole rappresentazioni forniscono al ragionamento una maggiore dinamicità e flessibilità che facilita la presa di decisione.

© Metaforicamente parlando. Il ruolo della metafora nella comunicazione persuasiva – Alice Spollon