I predittori della performance accademica: Test di personalità

I predittori della performance accademica: Test di personalità

Le misure più utilizzate nella meta-analisi sul rapporto tra personalità e rendimento accademico sono: California Personality Inventory (Gough, 1957); Locus of Control (Rotter, 1966); 16 Personality Factors (Cattell e Stice, 1957); Eysenck Personality Inventory (Eysenck, 1980), Minnesota Multiphasic Personality Inventory II (Hataway e McKinley, 1989); Myers-Brigg Type Indicator (Myers, 1962); State–Trate Anxiety Inventory (Spielberger, Gorsuch e Lushene, 1970); interviste psichiatriche.

Il California Personality Inventory (Gough, 1957) è il test più usato. Da questo strumento sono state tratte otto sottoscale che predicono il successo nell’apprendimento medico: dominance, tolerance, sociability, self acceptance, well being, responsibility, achievement via conformance and achievement via independence (Hobfoll, Anson e Antonovsky, 1982; Tutton, 1996).

La dominanza correla significativamente con i punteggi ai test a risposta multipla (r=-.26); la tolleranza con l’abilità di utilizzare dati numerici e fare calcoli (r=-.25); il benessere e il successo attraverso il conformismo con la riuscita negli esami orali (rispettivamente, r=.22 e .32 in Tutton, 1996).   

Il Locus of Control di Rotter (1966) ha rilevato che sia i voti pre clinici (r=.51) che clinici (r=.31), sono correlati con un locus of control esterno.                                    

L’ansia di stato, misurata attraverso lo STAI (Spielberger, 1970), è debolmente correlata in modo negativo con gli aspetti della performance medica. I livelli di ansia legata alla performance del primo anno mostrano una relazione ad “U rovesciata”: gli studenti con valori di ansia estremamente alti o estremamente bassi tenderebbero ad avere performance peggiori di quelli con livelli intermedi (Pamphlett e Farnill, 1995; Stewart, Lam, Betson, Wong e Wong, 1999). In accordo con la Teoria dell’arousal (Yerks e Dodson, 1908).                            

Gli studi che hanno utilizzato il Modello del Big Five (Costa e McCrae, 1992) hanno evidenziato come l’estroversione sia correlata con il successo negli esami obiettivi di pediatria (pediatric objective examinations; r=.51 in Lacorte e Risuci, 1993) e come la coscienziosità possa essere un predittore del successo negli esami pre clinici (β=.58). Anche controllando i risultati dell’A-level (Ferguson, Sanders, O’Hehir e James, 2000).

 

 

 

 

 

 

 

© I predittori della performance accademica  – Laura Foschi