Instagram

Instagram

Foto di ElisaRiva da Pixabay

La parola Instagram deriva da “instant camera” e “telegram”, due concetti strettamente legati all’immediatezza. L’applicazione è anche un omaggio alle vecchie Instamatic e Polaroid, macchine fotografiche che producevano immagini quadrate. Direi più alla Polaroid, che non usava un rullino, ma stampava la fotografia in pochi minuti.

Instagram è una piattaforma social e un canale di comunicazione per creare contenuti, è content marketing visuale, semplice e diretto e, forse proprio per queste sue caratteristiche, più funzionale di altri. Nasce come applicazione gratuita, che permette agli utenti di scattare foto, applicando filtri e condividerle nei vari social e viene messa a disposizione di Itunes Store nel 2010.

Instagram non ha le stesse caratteristiche di Twitter, Facebook e Google Plus, non possiamo condividere le foto altrui, ma tutti gli scatti che pubblichiamo restano nel nostro profilo. Al massimo possiamo condividerli automaticamente su Twitter, Facebook, Tumblr, Flickr e Foursquare, ma nessuno può ripubblicare una nostra foto.

Non esistono messaggi diretti, ma possiamo taggare persone, menzionarle, inserire hashtag come negli altri social media.

Dal momento che non possiamo usufruire della ricondivisione dei contenuti, per farci notare usiamo gli hashtag, che ci permettono di essere rintracciati dagli altri utenti. A ogni foto dobbiamo associare un certo numero di hashtag che la identificano, ne sono consentiti al massimo 30. Sul sito Tagstagram, un’app gratuita, possiamo trovare un elenco ben fornito di hashtag, suddivisi in 20 categorie, dalla natura alla moda, dallo sport ai viaggi, ecc. Instagram consiglia di essere specifici e rilevanti usando gli hashtag: in questo modo possiamo rendere più contestuale l’immagine e essere sicuri che arriverà al pubblico giusto. Usando, inoltre, tag troppo generici, come #me (oltre 245 milioni di foto), #life (oltre 73 milioni), #follow (oltre 210 milioni), la nostra foto sarà persa in mezzo alle altre e quasi impossibile da trovare.

Abbiamo 150 caratteri per far capire chi siamo e cosa facciamo e nel profilo possiamo inserire il link al nostro sito o blog. Instagram è un’applicazione per cellulare, quindi il sito che inseriamo sarà visto da mobile: se vogliamo essere su Instagram al meglio, l’intera nostra comunicazione deve essere studiata per un pubblico mobile.

La conversazione che nasce da questa condivisione è molto significativa: a ogni contenuto video o foto è abbinata la possibilità di dialogare attraverso i commenti.

Instagram, acquisito da Facebook nell’aprile 2012, è un social network in forte crescita, ma è anche un area sperimentale per Facebook: per provare nuove forme di conversazione, di promozione del contenuto e nuove funzionalità.


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Personal branding: YouTube

YouTube

Foto di Mizter_X94 da Pixabay

YouTube nasce come piattaforma web nel 2005, che consente la condivisione e visualizzazione in rete di video sharing. YouTube.com è stato inventato da da Chad Hurley (amministratore delegato), Steve Chen (direttore tecnico) e Jawed Karim (consigliere), tutti ex dipendenti di PayPal, che cercavano una nuova opportunità di business e dopo avere effettuato alcune ricerche si sono resi conto che esisteva un bisogno reale di un servizio che rendesse semplice e accessibile la fruizione e la condivisione di video on-line. Nel primo mese di vita, circa tre milioni di persone sono entrate nel sito e hanno fruito dei suoi contenuti, all’epoca ovviamente ancora limitati, è stato un risultato di un certo rispetto. Entro la fine del terzo mese di presenza on-line, il sito ha triplicato le presenze e dopo sei mesi ha raggiunto quota 30 milioni di contatti. Dopo un anno, le presenze sono arrivate a 38 milioni diventando così uno di quei siti che ha goduto della crescita più veloce nella storia di internet. Un fenomeno del genere non è passato inosservato, soprattutto ai concorrenti. Il più grande e importante dei quali, Google, ha deciso di acquistare l’azienda nel 2006, pagando 1,65 miliardi di dollari.

YouTube è oggi una enorme community molto attiva che si occupa di argomenti di diverso interesse. Parte di Google ha un’offerta pubblicitaria ricca e articolata: su YouTube si possono guardare video riguardanti il proprio brand, competitor e mercato, le attività dei propri competitor e i risultati, i commenti ai video propri, dei competitor e del proprio brand, i voti e rating assegnati ai vari video.

L’insieme di queste informazioni, l’intensità delle conversazioni e i trend che ne derivano rendono YouTube una piattaforma di ascolto straordinaria utile anche per la misurazione del sentiment.


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LinkedIn per il Personal Brand

LinkedIn per il Personal Brand

LinkedIn è il business social network per eccellenza. Per utilizzarlo al fine di influenzare positivamente il proprio Personal Brand e con lo scopo di migliorare la Rete professionale per il mondo del lavoro, è opportuno rispettare i seguenti consigli condivisi sempre da Centenaro e Sorchiotti[1] ispirati dal guru Guy Kawasaki, cofondatore di Alltop.com (magazine online che tratta dei temi più popolari del web), autore di molti libri sul tema del branding ed ex dipendente Apple.

Di seguito segnalo i punti principali identificati dall’autore:

  • costruire la propria rete prima di averne effettivamente bisogno;
  • entrare in contatto con altri professionisti;
  • investigare sui dettagli dell’offerta lavorativa sfruttando la propria rete di contatti;
  • esaminare chi ha visitato il profilo;
  • aumentare la visibilità nel social network ricorrendo alle raccomandazioni;
  • dimostrare in qualsiasi momento la propria competenza.

Spesso questo social viene definito come un Curriculum Vitae online. In realtà LinkedIn va oltre a un CV: comprende le nostre esperienze, le nostre competenze, i progetti ai quali lavoriamo ed è per questo quello che più si avvicina al vecchio CV, ma il poter essere avvalorati da una rete intera di persone che, essendo connessioni, testimoniano e rafforzano ciò che noi ci auto-attribuiamo, è l’aspetto più significativo.

Se il Personal Branding è ciò che gli altri pensano di noi, l’immagine che siamo in grado di generare negli altri, allora attraverso ciò che scriviamo e che la rete testimonierà possiamo influenzare positivamente il pensiero altrui nella direzione utile al nostro obiettivo.

LinkedIn genera connessioni che vanno mirate, sfruttate e coltivate.

Le foto che si utilizzano nel profilo LinkedIn devono rappresentarci e dare la giusta immagine di noi stessi: seria, se se si vuole apparire seri, sorridente se si vuole apparire sorridenti.

La headline deve essere completa, deve riassumere le parole chiave per cui vogliamo farci trovare.

Per quanto riguarda la Bio non serve descrivere ciò che ci sarà scritto sotto, deve dire qualcosa in più di noi attraverso le parole, le immagini e i link, in modo anche accattivante se si vuole far colpo.

Nella gallery, per chi ce l’ha, può inserire in diverse parti del profilo immagini, link, presentazioni (slide ma anche prezzi) per catturare l’attenzione anche attraverso il call to action.

Nella parte progetti possiamo inserire tutto ciò che ci impegna, che fa parte di un’esperienza di lavoro, per questo utilizzare questa parte del profilo è utile perchè completa la nostra immagine professionale; interessante poi poter collaborare a progetti collegandosi con gli altri membri del team, persone con le quali magari non si collabora in maniera sistematica, ma che amplificheranno il nostro personal branding.

Utile è citare le skills (abilità, competenze), non troppe né poche, che appariranno per prime nell’elenco: quindi inserire soprattutto quelle per cui si vuole essere trovati. Infine il numero dei collegamenti è, in genere, proporzionale all’utilizzo di LinkedIn, ma  la qualità di essi invece non lo è. Ogni collegamento deve esser sfruttato.


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[1] Centenaro L., Sorchiotti T., Personal Branding. Promuovere se stessi online per creare nuove opportunità, Hoepli, 2013.

Personal Branding: LinkedIn

LinkedIn

Foto di BedexpStock da Pixabay

LinkedIn è un business social network che nasce con lo scopo di fare da supporto ai più popolari social network di divulgazione di generici contenuti ed informazioni ed inoltre è un database per il recruiting, poiché mette in contatto le aziende con i profili degli utenti a loro volta personalizzabili con commenti e referenze di altri utenti del network. Possiamo definirlo come una fusione tra curriculum vitae, lettera di accompagnamento e referenze.

Il social network è stato lanciato nel 2003 ed è nato da una startup di origine californiana verte alla gestione e valorizzazione delle professionalità.

LinkedIn appartiene alla categoria dei social network tematici: è caratterizzato dai contenuti e dai legami relazionali che si concentrano su tematiche professionali e di business. Questo social infatti, permette la ricerca delle persone utili al raggiungimento dei propri scopi e la possibilità di farsi trovare dalle altre persone. È utile anche alle aziende che possono condurre diverse attività di comunicazione: recruiting, monitoraggio, engagement e corporate reputation.

Per un utilizzo ottimale del social network, è necessaria l’integrazione di Twitter nel network LinkedIn, in questo modo gli status verranno visualizzati nella bacheca e LinkedIn sembrerà più frequentemente aggiornato; è importante aderire a gruppi professionali che siano consoni e punti di riferimento per il proprio business e partecipare attivamente alle conversazioni all’interno dei gruppi ai quali si è aderito in modo da contribuire alla creazione di valore.

Poiché LinkedIn è il network professionale, esattamente come nel mondo del lavoro esistono le raccomandazioni: è consigliabile scrivere delle raccomandazioni/referenze per gli utenti considerati meritevoli di nota.

Rilevante è la creazione di un LinkedIn badge all’interno del profilo Facebook, ossia creare una icona la quale porta il visitatore direttamente nel profilo LinkedIn, per avere una integrazione maggiore tra i vari network ed infine includere l’URL[1] del profilo LinkedIn nel proprio biglietto da visita.

Centenaro e Sorchiotti[2] segnalano alcuni strumenti che LinkedIn mette a disposizione dell’utenza per incrementare le dimensioni della propria Rete di contatti e seguaci, questi sono cosi denominati: Invitation, InMail e Introduction.

Il  primo consiste nell’invitare un utente a connettersi indicandone l’indirizzo e-mail, il secondo consiste nell’utilizzo del servizio a pagamento di posta interna di LinkedIn che autorizza il contatto diretto con chiunque nella Rete ed infine il terzo consiste nella presentazione ad un utente fatta da un contatto in comune.


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[1]   L’Url è l’acronimo di Uniform Resource Locator ed è la sequenza di caratteri che identifica l’indirizzo di una risorsa su Internet.

[2]  Centenaro L., Sorchiotti T., Personal Branding, l’arte di promuovere e vendere se stessi online, Hoepli, 2013.

Google Plus per il Personal Brand

Google Plus per il Personal Brand

Oltre alle funzioni social, di aggregazione e alle utilità per tutti i brand e le attività in generale, Google plus è estremamente utile anche per le persone e il loro personal branding.

Il profilo Google+ è ben visibile nella ricerca, infatti cercando il nome di una qualsiasi persona presente nel social network è probabile che Google+ compaia fra i primi risultati di ricerca.

Interessante è l’authorship e la ricerca personalizzata di Google. L’authorship è la faccia che troviamo accanto ai risultati di ricerca per alcuni di essi, questa è collegata sia al nostro profilo che ai siti ai quali decidiamo di collegarla. In questo modo, qualsiasi sia la ricerca è possibile che la nostra faccia, quindi noi, sia direttamente nella ricerca di Google, facendoci conoscere. Per sapere quante persone ci hanno visto possiamo avere delle statistiche da Google Webmaster Tools.

Quindi ci sono molte possibilità per usare Google+ per il proprio personal brandig, dalla faccia nei risultati di ricerca ai risultati di ricerca stessi.

In Google+ è possibile creare delle cerchie, una specie di liste di Facebook, ma più usabili, con le quali puoi seguire e condividere elementi solo con le persone che ne fanno parte. Le persone che si aggiungono non possono venire a conoscenza del nome della cerchia, ma solo di far parte di una delle cerchie. Può essere utile inserire i propri clienti in una lista creata apposta per loro, con lo scopo di seguire il loro flusso e condividere alcune informazioni in target. In questo modo si può anche dividere la comunicazione professionale e non a seconda della cerchia.

Il profilo Google+ avrà molta rilevanza nei risultati di ricerca con il nome e cognome, pertanto è opportuno curare bene la descrizione dal punto di vista SEO, inserendo parole chiavi utili dalle prime righe e cercando di aumentare valore presentandoci in modo corretto.

Nella pagina Informazioni, è bene inserire i nostri link sociali che possono offrire maggiore valore: i primi tre verranno visualizzati nelle risultati di ricerca.

Infine è opportuno curare bene la descrizione dal punto di vista SEO, inserendo parole chiave utili dalle prime righe e cercando di aumentare valore presentandoci in modo corretto.

Tutto quello che condividiamo nel social network Google+ influenzerà i risultati di ricerca, in quanto comparirà una preferenza con il nostro account. Dobbiamo quindi cercare di invogliare il più possibile alla condivisione nei nostri elementi, in modo tale di invogliare la lettura.

Uno degli aspetti che colpiscono di Google+ è la possibilità di viralizzare il proprio account tramite la condivisione di un elemento. In questo modo possiamo vedere come un proprio elemento è stato ricondiviso mantenendo la fonte originaria. Questa possibilità rende molto interessante operazioni di marketing virale, e permette di poter aumentare la visibilità del proprio account e non solo all’elemento condiviso.

 

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Personal brand: Google plus

Google Plus

Foto di kropekk_pl da Pixabay

Goggle+ è il social network di Google lanciato nel 2011, molto simile e considerato per alcuni versi il concorrente di Facebook.

L’obiettivo di Google plus è quello di generare un sistema di condivisione aperta di contenuti web che sia il più possibile intuitivo e semplice come ha sempre fatto Google con tutti i suoi servizi.

Il punto di forza di Google Plus è l’inclusione in modo evoluto dei contenuti Google+ nei risultati di ricerca, creando in questo modo una ricerca sociale e non più solo organica. Se il Brand è grande, e riteniamo nella nostra strategia che possa essere utile in futuro posizionarsi su Google Plus, possiamo pensare di pianificare una presenza anche su questo Social, altrimenti puntiamo su un altro canale.

Inoltre, Google Plus è integrato con servizi, che ormai fanno parte della nostra quotidianità, come ad esempio Gmail e YouTube.

Le grande differenza tra le community (gruppi) di Google+ e Facebook è  che le pagine Google+ possono interagire nelle community.

Dentro l’ecosistema Google+ si possono fare video chiamate in streaming o live, private o pubbliche: tutti gli utenti iscritti in Google Plus hanno la possibilità di lanciare un Hangouts e iniziare una conversazione condividendo diversi strumenti di Google come Docs, YouTube ecc.

Non esiste il post perfetto, ma una buona struttura e mix tra testo, link e immagine può ottenere molte interazioni su Google Plus.

Propria la forte integrazione di Google+ con gli altri prodotti Google (Search, Local, Maps, Drive, YouTube, Gmail, Apps ecc) rendono la presenza irrinunciabile a vantaggio promozionale del proprio brand.

L’obiettivo di Google Plus è quello di generare un sistema di condivisione aperta di contenuti web che sia il più possibile intuitivo e semplice, come ha sempre fatto Google con tutti i suoi innumerevoli servizi.

Google Plus per il Personal Brand

Oltre alle funzioni social, di aggregazione e alle utilità per tutti i brand e le attività in generale, Google plus è estremamente utile anche per le persone e il loro personal branding.

Il profilo Google+ è ben visibile nella ricerca, infatti cercando il nome di una qualsiasi persona presente nel social network è probabile che Google+ compaia fra i primi risultati di ricerca.

Interessante è l’authorship e la ricerca personalizzata di Google. L’authorship è la faccia che troviamo accanto ai risultati di ricerca per alcuni di essi, questa è collegata sia al nostro profilo che ai siti ai quali decidiamo di collegarla. In questo modo, qualsiasi sia la ricerca è possibile che la nostra faccia, quindi noi, sia direttamente nella ricerca di Google, facendoci conoscere. Per sapere quante persone ci hanno visto possiamo avere delle statistiche da Google Webmaster Tools.

Quindi ci sono molte possibilità per usare Google+ per il proprio personal brandig, dalla faccia nei risultati di ricerca ai risultati di ricerca stessi.

In Google+ è possibile creare delle cerchie, una specie di liste di Facebook, ma più usabili, con le quali puoi seguire e condividere elementi solo con le persone che ne fanno parte. Le persone che si aggiungono non possono venire a conoscenza del nome della cerchia, ma solo di far parte di una delle cerchie. Può essere utile inserire i propri clienti in una lista creata apposta per loro, con lo scopo di seguire il loro flusso e condividere alcune informazioni in target. In questo modo si può anche dividere la comunicazione professionale e non a seconda della cerchia.

Il profilo Google+ avrà molta rilevanza nei risultati di ricerca con il nome e cognome, pertanto è opportuno curare bene la descrizione dal punto di vista SEO, inserendo parole chiavi utili dalle prime righe e cercando di aumentare valore presentandoci in modo corretto.

Nella pagina Informazioni, è bene inserire i nostri link sociali che possono offrire maggiore valore: i primi tre verranno visualizzati nelle risultati di ricerca.

Infine è opportuno curare bene la descrizione dal punto di vista SEO, inserendo parole chiave utili dalle prime righe e cercando di aumentare valore presentandoci in modo corretto.

Tutto quello che condividiamo nel social network Google+ influenzerà i risultati di ricerca, in quanto comparirà una preferenza con il nostro account. Dobbiamo quindi cercare di invogliare il più possibile alla condivisione nei nostri elementi, in modo tale di invogliare la lettura.

Uno degli aspetti che colpiscono di Google+ è la possibilità di viralizzare il proprio account tramite la condivisione di un elemento. In questo modo possiamo vedere come un proprio elemento è stato ricondiviso mantenendo la fonte originaria. Questa possibilità rende molto interessante operazioni di marketing virale, e permette di poter aumentare la visibilità del proprio account e non solo all’elemento condiviso.

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Twitter per il Personal Brand

Twitter per il Personal Brand

Foto di ElisaRiva da Pixabay

Essendo un tipo di Blogging utilizzato in particolare da persone abituate alla tecnologia, Twitter è uno strumento di personal branding adatto a coloro che tipicamente hanno già una strategia tecnologica di un certo tipo e che dispongono di informazioni aggiornate di frequente.

Twitter è un ottimo strumento di personal branding e un potente mezzo di comunicazione per promuovere le proprie attività online nonostante la concorrenza degli altri social network come Facebook e Google+.

La caratteristica principale per avere un certo seguito su Twitter è la conversazione e la partecipazione alle discussioni di interesse o legate ad un argomento. Per raggiungere un buon livello di interazione è necessario prima di tutto prendere confidenza con lo strumento e poi buttarsi.

Gli accorgimenti per aumentare l’interazione su Twitter e aumentare i follower sono:

  • seguire profili interessanti e influenti nel tuo settore;
  • utilizzare la ricerca e gli hashtag per individuare le potenziali discussioni a cui prendere parte e gli utenti più attivi;
  • fare domande, partecipare, dare consigli;
  • fare ReTweet (senza esagerare);
  • pubblicare immagini e video;
  • rispondere sempre o comunque il più possibile;
  • non parlare solo di se stessi;
  • diffondere notizie sul propri interessi (sarà simile a quello dei propri follower);
  • twittare con frequenza e costanza: mantenere la presenza e l’attenzione dei follower;
  • essere rapidi e tempestivi nelle risposte e nelle discussioni

Grazie all’uso corretto degli #hashtag e condivisioni, possiamo aumentare la reputazione su determiante nicchie ed essere intercettati in modo maggiore. Per aumentare la propria autorità su una specifica nicchia, si deve far percepire ai propri follower, che sull’argomento siamo molto aggiornati. Questo lo si può fare semplicemente condividendo del contenuto di valore sul proprio account e le persone così ci seguiranno, adottandoci come Radar Autorevole su uno o più argomenti che trattiamo.

Twitter permette a chiunque di creare delle Liste e di inserire il proprio account senza avergli dato il consenso. Queste liste possono essere un utile strumento, per verificare se effettivamente la tua comunicazione viene percepita nella nicchia corretta.

Su Twitter è possibile raccogliere alcuni Tweet in una pagina chiamata Preferiti. Questa funzionalità è nata per tenere traccia di tweet interessanti, ma possiamo utilizzarla per raccogliere i migliori feedback inviati tramite Twitter. Questo ci permetterà di collezionare pareri positivi sulla nostra figura professionale e usarla a nostro vantaggio. Twitter viene molto sottovalutato, soprattuto in Italia, ma è un ottimo strumento per informare le persone in tempo reale su determinati argomenti. Basti pensare ai grandi brand o personaggi che raggiunto un numero considerevole di follower, sono capaci di trasportare un traffico molto considerevole su una qualsiasi pagina web.

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Twitter

 

Twitter

Benvenuto su Twitter!

Twitter è il famoso Social News che permette di comunicare in modo rapido notizie, informazioni nei suoi 140 caratteri.

Il suo nome, in inglese, ricorda un cinguettio. E’ una piattaforma caratterizzata dalla condivisione di aggiornamenti con i propri followers, termine specifico del network che individua utenti che seguono un dato profilo.

Nasce nel 2006 dalla Odeo di San Francisco, azienda di web media, e viene utilizzato dagli utenti principalmente per restare in contatto con amici e conoscenti, leggendo in maniera facile e veloce i loro rispettivi aggiornamenti. Nasce un nuovo modo di relazionarsi online chiamato copresenza oppure ambient intimacy, ossia la condivisione continua della propria quotidianità.

Gli aggiornamenti possono avvenire tramite sito web o applicazione mobile, ma anche via SMS, e-mail.

È considerato un ottimo social network soprattutto per la condivisione veloce di contenuti legati ai propri interessi e al mondo business.

Per un Brand può essere utile servirsi di Twitter per svariati motivi, come ad esempio promuovere i propri prodotti, i propri eventi tramite il cosiddetto live tweeting.

Un’altra tipologia d’uso è quella del Customer Care, ovvero Servizio Clienti, un’attività da pianificare bene e sopratutto non per tutti.

Questo, come altri canali social, sono strumenti per comunicare in modo veloce, che deve essere fatto in modo corretto: se riceviamo una domanda o feedback su Twitter e come Brand rispondiamo, ad esempio, dopo 5 giorni, stiamo usando lo strumento nel  modo sbagliato.

Esso è uno dei tanti strumenti di microblogging, inteso come la pratica di pubblicare brevi contenuti nella Rete: è una sorta di piccolo blog personale. È proprio la natura sintetica dei contenuti condivisi che facilita la diffusione di questi in piccole comunità di utenti, con il conseguente incremento del senso di intimità e confidenza tra gli stessi.

Tutti i servizi di microblogging danno all’utente la possibilità di condividere qualsiasi tipo di informazione (da quelle importanti a quelle meno importanti) e consentono inoltre di dare e ricevere feedback in tempo reale, in questo modo è più facile creare relazioni con utenti che si dimostrano interessati al Brand personale di un individuo con cui hanno instaurato un legame.

E’ un ottimo strumento di conversazione poiché permette agli utenti di comunicare restando sempre aggiornati.

Permette di conversare e quindi di creare nuove relazioni instaurando quante più possibili discussioni con i propri interlocutori; permette di diffondere i contenuti aggregandoli ad altre fonti ed infine permette di aggiornare, ossia rendere partecipi i propri followers delle ultime novità.

La conversazione su Twitter prende varie forme e non ha regole precise, bensì parecchie usanze non scritte. Un utente può citarti, inserendo nel messaggio la stringa @tuousername anche senza essere un tuo follower. Puoi decidere di rispondere ad una domanda pubblicamente o via messaggio diretto. Ovviamente anche per questo media valgono le regole del buon senso, per garantire e mantenere una buona identità e reputazione.

 

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Facebook: come usarlo al meglio per il brand

Qual’è il modo giusto per utilizzare Facebook per il proprio brand e story telling?

Facebook

Come usare al meglio Facebook per il proprio storytelling Foto di William Iven da Pixabay

Primo step è configurare la Fan page, ovvero lo strumento di Facebook per le aziende, organizzazioni e marchi, che attraverso l’opzione Ti piace permette ai fan di ricevere le notifiche ad ogni nuovo post pubblicato. C’è la possibilità inoltre, di rendere protagonisti i propri fan mettendo in evidenza i loro singoli post che troviamo nella sezione Post di Altri, in modo da renderli protagonisti. In questo modo il post viene inserito nel flusso home della fan page (non avviene nessuna notifica ai fan).

Possiamo utilizzare il box Mi piace Pagine in modo strategico, facendo sinergia con altre pagine riferite al nostro brand. Facebook ha introdotto un comodo box e informazioni aggiuntive per monitorare l’andamento delle altre Fan page (concorrenti), in termini di:

  • nuovi fan;
  • contenuti migliori ;
  • frequenza di pubblicazione.
Nella parte Informazioni della Fan page è importante compilare tutte le informazioni necessarie per far conoscere la storia e gli obiettivi del brand.

Al secondo step si costruisce un piano editoriale che consiste nella conoscenza del brand e del suo target, in quanto prima di creare qualsiasi contenuto o idea dobbiamo avere una conoscenza chiara e corretta del Brand. Partiamo dal coordinamento grafico alla chiarezza del target primario che farà parte della nostra community, dati di partenza fondamentali per identificare quale sarà la nostra community ideale.

Si farà poi una scelta del tono di voce, ovvero il modo con il quale si interagisce con la propria community.

A seconda della nostra community possiamo essere più o meno informale, in modo da costruire un rapporto dinamico e genuino con i Fan. Richiamare la nostra community con un “Nome/Gruppo” unico aumenta l’ingaggio con i nostri fan.

Il cuore del piano editoriale sono proprio i contenuti proposti: testo, video e immagini. Molto efficace è anche creare delle rubriche a tema affine ai valori e passioni del brand in modo da ampliare le probabilità di condivisione organica.

Inoltre è molto performante pensare a delle creatività ad HOC per la nostra community e brand, in modo tale da essere sul pezzo a ottenere maggiori interazioni.

E’ importante creare in precedenza il Documento Q/A (Domande e Risposte), un documento testuale nel quale inserire domande e risposte frequenti che la community potrebbe richiedere, in modo da avere delle risposte rapide con cui rispondere. Un referente all’interno del Brand sarà l’incaricato per tutte le domande e risposte non ivi presenti. Il documento può essere un’ottima soluzione anche per gestire le domande frequenti relative all’attivazione di un concorso in Facebook nelle aziende.

Decisi i contenuti diventa fondamentale calendarizzare la pubblicazione dei singoli contenuti decidendo data e orari. Non esiste un giorno e un orario perfetto per tutte le fa page, ma a seconda della tipologia e degli obiettivi cambia.

Statistiche mostrano che gli orari con maggiore interazione sono dalle 10.30 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.00. La maggior parte delle crisi sui social media sono scaturite da una mancanza di moderazione e prevenzione efficace, queste richiedono una reazione velocissima e trasparente, altrimenti, i contenuti negativi che appaiono online rischiano di diffondersi rapidamente, danneggiando l’immagine del brand in tempi altrettanto brevi. Un buon piano di crisis management dovrebbe perciò mirare a prevenire una crisi.

Per maggiore efficacia è meglio agire in due direzioni:
  • monitorare costantemente la propria presenza sui social media e sul web in generale;
  • aggiornare costantemente il piano di social media crisis management, poiché il web è un mezzo molto veloce: ciò che funziona oggi può dover essere corretto entro qualche mese

Monitorare con costanza il brand permette di capire ciò che gli utenti ne dicono. Prima si scopre una situazione potenzialmente pericolosa, prima si può reagire.

Il vantaggio è quello di poterla smorzare prima che si propaghi a macchia d’olio.

Nella gestione della community facebook è bene creare una netiquette, ovvero una Tab Facebook in cui descrivere le regole di comportamento per la community; un documento Q/A interno per i CM (crisis management) che permette di avere delle risposte rapide alle domande più frequenti sul web; e tool interni , ovvero strumenti che ottimizzano e facilitano il lavoro in team per la gestione di community.

Quando un commento dell’utente è offensivo bisogna valutare il BAN in Black List e non rispondere all’offesa con un’altra offesa; quando è negativo rispondere come da Documento Q/A, invitare alla discussione via e-mail ufficiale o messaggio privato, rispondere sempre e non lasciare latente; quando è pericoloso, ovvero è un commento alimentato da altri Fan o Amici, vi è un potenziale danno dell’immagine con buzz negativo e anche qui bisogna rispondere sempre e non lasciare niente latente.

La Fan Page ha anche gli Insights, le statistiche ufficiali sul loro andamento che indicano i Mi piace, la portata della pagina, le visite ai post e l’andamento del flusso delle persone sulla pagina.

Possiamo utilizzare anche Facebook Ads, il circuito pubblicitario, che permette di creare e profilare annunci pubblicitari mirati al proprio target.

© Il personal Branding – Marika Fantato

Facebook per il Personal Brand

Facebook per il Personal Brand

Facebook per il branding

Come utilizzare al meglio le tue risorse digitali Foto di Gerd Altmann da Pixabay

L’aspetto da considerare maggiormente per riuscire ad affermarsi sfruttando Facebook e i social network è la partecipazione. Più si è dinamici e propositivi, più si raggiungerà un buon ritorno in termini di considerazione. Per fare ciò bisogna entrare in contatto con gli altri utenti. Essendo i social network strumenti dominanti ed indispensabili per il Personal Branding è necessario un profilo su Facebook. Tramite questo potremmo entrare in contatto con amici e conoscenti, ma anche promuovere una presenza strategica in Rete.

Facebook è la piattaforma web dove gli utenti si mettono più a nudo, raccontando la propria vita personale, svelando lati del proprio carattere, rivelando amicizie e passioni varie.

Negli Stati Uniti e in moltissimi paesi del nord Europa consultare i social è ormai una pratica integrata nel processo di ricerca delle risorse umane. Anche in Italia le aziende si stanno muovendo sempre di più in questa direzione. Molti pensano che l’unico social legato alla vita lavorativa sia LinkedIn, ma sottovalutano il potere di altre piattaforme come Facebook. Infatti rispetto ai portali che nascono solo come incontro di domanda/offerta, Facebook da una prospettiva maggiore sulla persona.

Facebook offre tutti gli strumenti per implementare una strategia di Personal Branding: una Rete Sociale molto sofisticata, la possibilità di condividere ogni tipo di risorsa multimediale sia interna che esterna, una messaggistica avanzata e una buona gestione della privacy.

Per un Personal Brander essere presente su Facebook tramite una Fan page, oggi, è un’ottima opportunità per entrare in contatto con un alto potenziale di persone e creare una community di appassionati. La Fan Page può essere un canale efficace per attirare potenziali fan, clienti, consumatori del proprio business. Questo soprattutto grazie alla profilazione dell’utente finale per interessi, località, sessso, passioni. Inoltre su Facebook rispetto ad altri canali social è possibile creare delle campagne advertising profilate[1] . La profilazione è possibile in base a target e interessi, per intercettare una nicchia specifica e aumentare il tasso di conversione.

Non possiamo dimenticarci che ad oggi il Social Network di eccellenza in Italia è Facebook. Esserci diventa inevitabile, ma bisogna studiare prima il come presentarsi e cosa presentare a livello di contenuti e operazioni di marketing.

Curare il profilo in quest’ottica significa scegliere quale idea dare di noi e di chi ci cerca, prestando maggiore attenzione al taglio dei contenuti che condividiamo.

Sfruttare Facebook per il canale lavorativo significa analizzare e scegliere quali video, link, post e foto pubblicare. In base a questi creare interazioni con gli altri utenti e mostrare quello che sappiamo fare o vorremo fare in quell’ambito. Ciò non toglie che si può continuare a pubblicare anche situazioni della vita privata, ma ragionando sempre in questo senso.

Facebook è il social network del momento che si caratterizza di alcune importanti peculiarità, come quelle evidenziate da Centenaro[2] . Importanti sono le News feed, più comunemente chiamate Homepage, ossia la prima pagina alla quale si accede una volta effettuato l’accesso.

In bacheca vengono raccolte tutte le azioni di amici e pagine alle quali si è Fan, in modo che l’utente sia sempre aggiornato sulle rispettive attività. Con le notifiche e richieste che appaiono nella pagina personale l’utente verrà sempre informato delle richieste e notifiche che lo riguardano. Il meccanismo principale offerto da Facebook è quindi costituito dalle notifiche automatiche che un utente riceve sulle azioni dei suoi amici (News Feed). Ogni azione su Facebook sarà oggetto di attenzione da parte dei contatti che potranno decidere se commentare o imitare.

In un contesto in cui la nostra reputazione personale passa anche attraverso l’immagine che sappiamo dare di noi online, il profilo personale su Facebook è un ottimo strumento di personal branding per accreditare le nostre competenze e renderci riconoscibili sul mercato.

Per promuovere il proprio Personal Brand in Facebook, un elemento importante da considerare è la scelta dell’immagine per rappresentare la propria identità in uno spazio online.

Una buona scelta dovrebbe ricadere in un’immagine che sia quanto più possibile semplice, immediata e creativa. Tenendo sempre a mente che l’intento è quello di promuovere il brand personale e indurre le persone a fidarsi.

La scelta migliore è una foto personale in primo piano, meglio ancora se quadrata e con un buon contrasto tra soggetto e sfondo. È sconsigliata la scelta di un logo o iniziali di nome e cognome poiché più idonee per un’azienda piuttosto che per un professionista.

Se si intende usare Facebook sia per il business che per motivi privati (ad esempio per condividere le foto di famiglia con le persone lontane), è opportuno configurare la privacy nel modo corretto. Questo perché Facebook è nato come Rete Sociale per persone che già si conoscono nella vita reale. Negli ultimi anni molti lo utilizzano come strumento di connessione, facendo richieste di amicizia anche con persone sconosciute, anche solo per vedere quello che condividono o fanno.

Riuscire ad avere un profilo personale ricco di aggiornamenti e capace di avvicinare il nostro target così da costruire con i contatti un rapporto continuo e di fiducia ci dà visibilità.

È opportuno inoltre, per poter gestire in modo separato la nostra vita personale e quella professionale sul social, usare alcune specifiche funzionalità di facebook:

  • separare la lista degli amici in cerchie: è infatti possibile creare delle Cerchie differenti fra i contatti di lavoro, gli amici personali, i colleghi;
  • costruire delle liste di interesse all’interno delle quali organizzare le Pagine che vogliamo seguire. E’ possibile creare e modificare le Liste di Interesse a partire da ciascuna Pagina cliccando sul simbolo delle Impostazioni a destra del pulsante Like;
  • creare dei gruppi: questi consentono di condividere tra persone iscritte a Facebook ed appartenenti al gruppo aggiornamenti, informazioni, dati, notizie, immagini e link. Nei confronti di un gruppo è possibile fare una domanda, proporre un sondaggio, inviare un messaggio privato a tutti i partecipanti o solo ad alcuni e creare eventi;
  • utilizzare Audience Insights: un tool specifico per il calcolo dei possibili contatti di lavoro appartenenti ad un profilo socio-demografico e di interesse utile per ciascun professionista (e per ciascuna azienda). Audience Insights si trova dentro il pannello di controllo per la gestione della pubblicità su Facebook.
Un profilo curato sotto questi aspetti permetterà di gestire al meglio i contatti professionali e quelli personali, monitorare più facilmente ciò che è di nostro interesse.

Soprattutto migliorerà la nostra immagine e la percezione che avranno gli altri di noi.

Inoltre per una buona attività di Personal Branding devono essere inseriti i riferimenti online al proprio Brand, sito o blog e i link ad altri social network che l’utente utilizza. Per ampliare la rete di conoscenza del Brand può essere utile importare i contatti da altri luoghi come Gmail. Ma anche piccole accortezze come aggiornare con costanza lo stato per far sapere al pubblico di utenti le ultime novità. Anche aprire una pagina dedicata al proprio brand personale, per raggruppare tutte le attività professionali in un unico spazio, permettendo in questo modo di mantenere privato il profilo personale.

Importante è anche partecipare e, se possibile, organizzare eventi locali: bisogna far incontrare l’attività online con quella offline, di fatto la partecipazione ad eventi permette di raggiungere quelle persone poco attive nella Rete.

È d’obbligo rimandare al profilo Facebook se l’utente reputa il network importante per il proprio brand. Quindi è opportuno canalizzare l’attenzione al profilo o pagina Facebook, riportandolo in tutti gli spazi online di presenza ed infine è basilare fare social networking.

Fondamentale comunicare con gli altri: più si condivide e ci si relaziona offrendo buoni contenuti, maggiore sarà il ritorno.

I gruppi facebook sono dei veri e propri aggregatori di utenti che condividono gli stessi interessi, il luogo ideale dove discutere e interagire con gli altri. Tramite la connessione online fruttano l’opportunità di crearsi nuovi contatti lavorativi e promuovere il proprio profilo professionale.

Si può anche decidere di realizzare una strategia di branding più articolata creando una Pagina Facebook, separandola dalla vita privata. Le pagine sono gli strumenti per promuovere i brand generalmente: decidere di creare una pagina per sponsorizzare se stessi e il proprio lavoro sul web.

Infine un professionista che vuole promuovere rapidamente i propri servizi oltre alla creazione di una pagina e la costante attività di content curation, può pianificare una campagna pubblicitaria.

La pubblicità su Facebook è diversa da quella fatta nei tradizionali motori di ricerca perché l’offerta è fatta sul profilo socio-demografico dell’utente e non per parole chiave. Creare una campagna di advertising su Facebook è molto semplice ed è possibile progettare gli annunci in diversi modi. Innanzitutto bisogna accedere a Facebook con le proprie credenziali. Sul menù di sinistra, scegliere la voce “Crea inserzione”, e successivamente la destinazione su Facebook. A questo punto sarà possibile scegliere un diverso tipo di advertising:

  • ottenere più Mi Piace per la propria pagina aziendale, ovvero ampliare il proprio pubblico;
  • promuovere i post della Pagina aziendale per fare in modo che le persone vedano i propri messaggi più importanti ed eseguano delle azioni;
  • vedere le opzioni avanzate per, eventualmente, creare contenuti cretivi.

Successivamente inserite tutte le informazioni sul servizio desiderato basta: promuovere, scegliere un’immagine, il pubblico che si vuole raggiungere (per sesso, per età, per territorio/città, per categorie, per interessi e tanto altro) e il budget giornaliero della campagna. Ora si potrà visualizzare l’inserzione.

© Il personal Branding – Marika Fantato

Reference

[1]  Creare una campagna Facebook Ads non è semplice, a monte vi è una pianificazione dei contenuti e obiettivi ben complessa e dettagliata che serve per convertire al massimo il target preposto. La configurazione e l’analisi della campagna su Facebook è un ottimo modo per mostrare effettivamente le performance e le conversioni raggiunte. Non tutto si può promuovere su Facebook e raggiungere grandi risultati, quindi una volta deciso di scegliere Facebook come lancio di promozione analizziamo bene la parte di pianficazione.

[2]   Centenaro L., Personal Branding con i Social media, 2010.