Superleadership

Per superleadership si intende una nuova figura di leader rispetto alle immagini classiche cui si pensa comunemente. Se si chiedesse a qualcuno di dare un volto al termine “leader” le risposte sarebbero “Napoleone” o “Cesare” oppure “Alessandro Magno”. Siamo abituati ad immaginare il leader come il “condottiero”, l’eroe che prende le decisioni con coraggio e determinazione imponendosi poi sugli altri con un rigore militare.

Il superleader ha qualcosa in più, è la persona che non dà ordini, non usa la forza ma la ragione, l’idea va alla maieutica socratica, e cioè l’origine interna della vera leadership e non quella esterna data da altri. Una leadership esterna può fare da scintilla alla leadership interna di ognuno ma se sbaglia approccio o stile, rischia di fare dei danni importanti agli individui oppure a dei gruppi.
Lo scopo della superleadership è quello di stimolare i processi individuali di self – leadership, in modo da suggerire un nuovo criterio di autovalutazione della forza di un leader. Questo scopo permette di valorizzare il contributo di ognuno e legittima la capacità di essere artefice del proprio destino, contro una vecchia visione di “piegare l’altro al proprio volere”. Quindi, lo scopo del superleader è quello di saper estrarre il talento che ogni collaboratore già possiede ma spesso lui stesso non conosce.
Prima di vedere dettagliatamente in cosa consiste la superleadership, vediamo quali sono le altre tipologie di leadership, come rispondono ai problemi, come li gestiscono e qual è il rapporto con i follower. Anche se bisognerebbe parlare al passato in quanto si tratta di forme obsolete e spesso punite proprio perché non si sono adeguate al cambiamento. Bisogna precisare che questa trasformazione è dovuta anche ai mutamenti di tutto il mondo del lavoro.

Ci sono due aspetti fondamentali da considerare:

a) la globalizzazione richiesto completamente le proprie risorse umane;

b) la stessa forza lavoro è cambiata radicalmente negli ultimi decenni.

Le diverse forme di leadership antecedenti alla superleadership sono quattro come si vedrà nello specchio riepilogativo, e sono: L’uomo forte, il leader transazionale, l’eroe visionario, il superleader.

L’uomo forte

Figura 4 immagine di uomo forte (autoritario)

Riguarda la forma di leadership più vecchia. Il termine “uomo” indica la specificità del sesso maschile da cui era esercitata, infatti erano esclusivamente gli uomini ad adottare questa forma di autocrazia. Questa forma di leadership è ancora usata in molte aziende ma spesso il leader che l’ha adottata ne paga le conseguenze. Questo leader è il tipo forte che non ha paura di nessuno e adotta decisioni incisive, a volte violente per raggiungere i propri obbiettivi o quelli dell’azienda, mentre i subordinati si limitano ad eseguire silenziosamente, perché il leader “uomo forte” non permette che i suoi ordini vengano messi in discussione, lui valuta le situazioni e le gestisce con forza e coraggio e se i collaboratori non sono all’altezza delle sue aspettative li punisce con severità. Ma, come accennavo, potrebbe rimanere vittima del suo stesso comportamento, in diverse aziende questo tipo di personaggio è stato sollevato dal suo incarico perché troppo rigido e, ormai, non più accettato dalla forza lavoro che, come anticipato, è cambiata.

Leader transazionale

Questa forma di leadership è molto sviluppata oggi. In questo caso l’attenzione si sposta sempre di più verso un approccio di scambio razionale perché i follower siano sempre più incentivati a fare il proprio dovere. Questa forma di leadership prevede uno scambio, dove, se l’azienda raggiunge gli obiettivi prefissati, i collaboratori raggiungono un premio. L’origine delle idee rimane prerogativa del leader mentre i collaboratori adottano una visione sistematica del lavoro, impegnandosi per raggiungere l’agognata ricompensa. Questa forma di leadership la troviamo in numerose aziende anche italiane, dove vengono assegnati premi di produzione a tutti gli impiegati oppure solo a chi, con il suo operato, ha permesso una crescita economica dell’azienda stessa. Anche le sanzioni prevedono una specificità mirata.

Eroe visionario

Figura 5: Steve Jobs

Questa forma di leadership è quella più ricercata dalle aziende, infatti il leader con queste caratteristiche è colui che riesce a infondere nei follower la sua stessa capacita di “vedere oltre” allargando gli orizzonti dei singoli. Nella figura 7 è stato scelto Steve Jobs, il cui carisma è diventato legenda come l’enorme contributo dato alla Apple, di cui ne era cofondatore.
L’eroe visionario ha dei sogni e li trasmette ai collaboratori con la speranza di renderli partecipi di questo desiderio di realizzazione. Questa forma di leadership è stata però criticata perché si ha il timore che questi leader diventino inflessibili e poco inclini al cambiamento.

Super leader

Tutto il paragrafo è dedicato alla superleadership, lo schema che segue riepiloga chiaramente le differenze salienti tra le varie tipologia di leadership. Per “super” non si intende che il leader abbia delle capacità superiori ai comuni esseri umani ma, proprio in merito al fatto che questa leadership pone l’accento sui follower e non sul leader, indica questo come il leader capace di aiutare le molteplici personalità ad emergere come leader al loro volta, scaturendo in loro un senso di appartenenza al loro lavoro.

 

 

 

Fonte: Dr. Igor Vitale


© Leadership e motivazione dal punto di vista della psicologia del lavoro e delle organizzazioni . Dr. Raffaele Napolitano

 

 

 

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