Strumenti per misurare lo stile repressore

Marlowe-Crowne Social Desirability Scale (MC-SDS)

La desiderabilità sociale è comunemente vista come la tendenza degli individui a proiettare immagini di se stessi positive e favorevoli durante le interazioni sociali.
L’interesse per quest’area comincia a svilupparsi già dalla Seconda Guerra Mondiale (Paulhus, 1991), con la costruzione di numerose scale.

Una delle misure più comunemente impiegate è la Scala di Desiderabilità Sociale o di Bisogno di Approvazione di Marlowe-Crowne (Marlowe & Crowne, 1960). Tale misura, è la seconda scala sviluppata attorno a questo interesse e il suo obiettivo è quello di superare i problemi della prima, la Scala di Desiderabilità Sociale di Edwards (Edwards, 1957). La Scala di Edwards era stata creata basandosi sugli item del Minnesota Multiphasic Personalità Inventory (MMPI) e quindi, conseguentemente associata, con la psicopatologia.

Marlowe e Crowne cercarono invece di creare item che avessero minime implicazioni patologiche. La prima forma delle scala fu valutata utilizzando solo le risposte di 76 partecipanti. La forma finale che ha 33 item con formato di risposta dicotomico (vero/falso), è stata somministrata a 39 soggetti, ottenendo al coefficiente di affidabilità di Kuder-Richardson, una stima di .88; dai punteggi di 31 partecipanti a cui fu risomministrato il test un mese dopo, risultò una correlazione al test-retest di .89.

Per supportare la validità dei punteggi al MCSDS, Marlowe e Crowne compararono la misura delle correlazioni tra i punteggi dell’ MMPI e del MCSDS con le correlazioni tra i punteggi delle sottoscale dell’MMPI e della Scala di Desiderabilità di Edwards; poiché trovarono che le correlazioni erano più forti per i punteggi alla Scala di Edwards, rispetto a quelli relativi alla MCSDS, gli autori usarono quest’evidenza per sostenere la validità discriminante della loro scala.

Marlowe e Crowne suggeriscono che, la tendenza a riportare informazioni socialmente desiderabili, può essere concettualizzata come un tratto di personalità. In accordo con questo, la loro scala mette in luce lo stile di risposta abituale dell’individuo e i suoi obiettivi e le sue aspettative che vengono attivate in situazioni che richiedono un’auto-valutazione. Gli autori considerano alla base della loro scala un singolo costrutto, chiamato “bisogno di approvazione”. Il grado di tale bisogno viene misurato nei soggetti dal modo in cui essi rispondono alla scala (Marlowe & Crowne, 1964).

Gli item presentano comportamenti sia socialmente e culturalmente desiderabili e appropriati ma improbabili e poco comuni fra le persone, sia comportamenti considerati inaccettabili e indesiderabili socialmente ma molto comuni. Il bisogno di approvazione è definito dal grado in cui il soggetto ricerca l’approvazione degli altri e l’evitamento del loro disaccordo.

La ragione che si trova dietro agli item di tale scala è data dal fatto che l’individuo medio non si comporterebbe sempre in maniera socialmente desiderabile; quindi una persona che ha un più alto bisogno di approvazione, tenderebbe a presentarsi maggiormente attraverso risposte socialmente desiderabili.

Nel corso del tempo sono state sviluppate forme più corte della scala di Marlowe e Crowne; le più comunemente usate sono le tre di Reynolds (1982) e quelle sviluppate da Strahan e Gerbasi (1972).  Queste versioni sono state sviluppate identificando gli item che erano connessi in maniera più forte al primo fattore; di conseguenza il loro uso dipendeva dall’assunto che la MCSDS misurasse un solo costrutto. Ficher e Fick (1993) studiarono le diverse forme brevi e giunsero alla conclusione che quelle sviluppate da Strahan e Gerbasi erano le migliori.

O’ Gorman (1974) mise in dubbio la consistenza interna e l’affidabilità delle forme brevi prodotte da questi autori.
Strahan e Gerbasi (1972) utilizzano otto item (6, 13, 15, 16, 19, 21, 34 e 35), in accordo con le analisi di Greenwald e Satow, le cui opzioni di risposta sono “sì”, “no” o “non so”.  Esempi di item sono: “Ci sono state occasioni in cui si è approfittato di qualcuno?”, “ Qualche volta è risentito quando le cose non vanno come vorrebbe?”.

Lo scoring viene fatto assegnando un punteggio di 1 ai “sì” e 3 ai “no” nelle risposte oneste (item n. 1,2,5,6); di 3 ai “sì” e 1 ai “no” per tutti gli altri item e le risposte “non so” hanno un punteggio di 2 in tutte le occasioni.

Inizialmente venne somministrata la scala ridotta ad un campione casuale abitante a Sidney (Alpha di Cronbach .77; citata in Ray, 1981), ad un campione casuale di abitante a Monaco (Alpha = .65, citata in Ray & Bozek, 1980) e ad un campione residente nel Sud del Galles (Alpha era di .74, citata in Ray & Kiefl, 1984). Da questi studi si può concludere che, in contrasto coi risultati di O’Gorman, la forma breve della scala di Desiderabilità Sociale mostra un indice di Alpha soddisfacente in campioni di varie popolazioni generali.

Altri autori (Saggino & Perfetti, 2003) hanno esaminato gli aspetti psicometrici (attendibilità e validità fattoriale) della versione italiana della scala a 33 item su un campione di 995 soggetti italiani, tra cui studenti universitari, liceali e professionisti di settori diversi, residenti nel centro e nel sud Italia. La versione italiana su cui hanno operato deriva da una traduzione dell’originale, già utilizzata in altri lavori (Saggino & Ronco, 1997).

L’attendibilità della scala è stata valutata mediante il calcolo del coefficiente alpha di Cronbach mentre per indagare la dimensionalità della scala hanno sottoposto i dati all’analisi delle componenti principali (ACP) e all’analisi fattoriale gerarchica. La consistenza interna della versione italiana appare bassa; tale risultato concorda con quelli riportati da altri autori (Maino & Aceti, 1997; Manganelli Canova & Marcorin, 2000).

L’ACP rivela 4 fattori che individuano probabilmente diversi aspetti della desiderabilità sociale ed un fattore di secondo ordine che, in accordo con Becker e Cherny (1992), può essere collegato sia all’autoinganno sia all’inganno degli altri.

La scala di Desiderabilità Sociale di Marlowe e Crowne è ampiamente utilizzata in diversi campi d’interesse; è usata, accanto alla Taylor Manifest Anxiety Scale, per cogliere lo stile repressore negli individui. Chi presenta alti punteggi alla scala di desiderabilità sociale e bassi punteggi a quella dell’ansia è classificato come repressore. Nello studio di Larson (2000) questo test è stato utilizzato per verificare se i giovani adolescenti riportassero il loro reale peso; confrontando i punteggi alle misure del peso con la scala di Desiderabilità Sociale, si è notato come le loro risposte erano influenzate dal desiderio di essere conformi all’estetica che la società approva.

Un’altra ricerca effettuata su un campione di 950 adolescenti ha mostrato come i tratti di personalità misurati dalla scala di Desiderabilità Sociale come il bisogno di approvazione, il diniego e l’auto-inganno possano essere protettivi verso i disturbi psichiatrici e l’ideazione suicidaria (Miotto & Preti, 2008).

Il test di Marlowe e Crowne è spesso presente all’interno di batterie che comprendono altri questionari poiché, accanto all’obiettivo peculiare dello studio specifico, risulta essere importante valutare il bisogno di approvazione del soggetto e quindi interpretare i risultati degli altri questionari alla luce dei punteggi ottenuti alla scala di Marlowe-Crowne.
Nel presente studio è stata utilizzata la versione a 8 item proposta da Strahan e Gerbasi (1972) per la sua brevità e in considerazione delle buone caratteristiche psicometriche dimostrate.

 
© Stile repressore e benessere - Margherita Monti
 

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