Programmazione Neuro Linguistica: Obiettivi e presupposti
 
La Programmazione Neuro Linguistica permette di individuare modi nuovi di comprendere come la comunicazione verbale e non verbale influisce sul cervello umano.
L’obiettivo è quello di creare una serie di comunicazioni su esperienze specifiche, che permettono ad ogni membro di identificarsi in una comunicazione, al fine di definire ed elaborare ogni possibile tensione o difficoltà, che possono ostacolare la piena comprensione.
 
Per questo si ritiene che la PNL sia un’eccellente opportunità di comunicare meglio con gli altri, migliorando i rapporti interpersonali; sia lo strumento efficace per raggiungere i propri obiettivi e influenzare il raggiungimento dei targets altrui; il mezzo necessario per individuare e selezionare modelli di comportamento vincenti che permettono la crescita personale, lo sviluppo della propria creatività e la rapidità di apprendimento.
Alla base di questi cambiamenti c’è la convinzione che ogni individuo può avere il massimo controllo su alcuni processi della nostra neurologia, che vengono erroneamente chiamati “automatici”.
La PNL insegna a comunicare correttamente e per fare ciò fornisce delle metodologie e delle tecniche.
 
Quando si parla di comunicazione troviamo uno stretto legame con la persuasione e il convincimento che molto spesso viene confuso con la manipolazione.
Laura Cuttica, prima Master Trainer e la sola Licenced Instructor della PNL in Italia, nel suo primo libro L’avventura del comunicare sostiene che molti terapeuti italiani, psicologi e medici, in generali disinformati sulla PNL, perché sconosciuta e non insegnata in nessuna scuola dello Stato, o magari venuti a contatto in maniera errata o superficiale della materia, ritengono che essa sia una tecnica direttiva e manipolatrice e come tale possa essere irrispettosa della delicatezza di situazioni di sofferenze psichiche.
 
Questo è possibile se la PNL è mal condotta, come lo stesso avviene per la incompetenza, mascherata dalla boriosità del ruolo o del potere, di tutti i terapeuti incapaci, pur possedendo titoli e specializzazioni.
Chi antepone i valori celebrali e materiali, compreso la manipolazione degli altri, perché le tecniche se messe a frutto forniscono svariati modi di “entrare” nelle persone, non fa PNL. Se ciò è fatto senza il valore dell’integrità e del rispetto, diventa negativo e di sola utilità di chi usa impropriamente la PNL.
La PNL considera 20 presupposti indispensabili per avere successo: pensieri che determinano il comportamento, insieme ad attitudini e metodologie. Lo sviluppo di ogni punto è possibile per mezzo di tecniche.
 
I presupposti sono:
 

  1. La PNL è lo studio dell’esperienza soggettiva ed è nata da una ricerca per cui la curiosità della ricerca le appartiene.
  2. Qualunque processo umano, detto anche strategia, è schematizzabile e riproducibile.
  3. Si possono programmare le strategie di successo, scoprire i motivi dell’insuccesso di una strategia. Le strategie sono i processi di pensiero che conducono alla realizzazione di un comportamento.
  4. Una dote fondamentale di una persona, di una società, di un’istituzione o impresa è la flessibilità, cioè la capacità di modificare tanto quanto è necessario del proprio comportamento per ottenere il risultato voluto.
  5. Se al mondo esiste qualcuno molto abile nel fare qualcosa, è possibile imparare la strategia della sua capacità e insegnarla a tutti quelli che ne hanno bisogno.
  6. Il mondo è il territorio di tutti, la mappa del mondo è una costruzione personale, questa mappa non è il territorio intero, ma solo una parte di esso.
  7. Per raggiungere l’eccellenza e il successo occorre superare i limiti della propria percezione della realtà e la PNL estende o esce dai limiti ed aumenta le percezioni di ciò che è possibile.
  8. La capacità di cambiare il processo con il quale si fa esperienza della realtà è molto più utile e efficace che pensare di cambiare il contenuto dell’esperienza personale della realtà.
  9. Le risorse di cui un individuo necessita per affrontare un cambiamento sono già dentro di lui.
  10. Occorre considerare i risultati come feedback ovvero come risposte e non fallimenti. Tutti i risultati e i comportamenti sono apprendimento, sia che portino a raggiungere l’obiettivo desiderato, sia che non ottengano l’obiettivo. La vita è una scuola continua e noi siamo allievi dalla nascita alla morte.
  11. 11) Ogni comportamento nasconde un’intenzione positiva e ogni comportamento ha il suo valore nel contesto in cui si è verificato, occorre scoprirlo.
  12. 12) Ogni comportamento è una forma di adattamento al contesto in cui viene appreso e che lo determina.
  13. 13) L’essere umano è un sistema cibernetico, quindi qualunque cosa accada, anche solo una parte di questo sistema, influenzerà, senza dubbio, tutte le altri parti del sistema e dei sistemi entro i quali questo sistema è parte.
  14. 14) Ogni comportamento è comunicazione, anche il silenzio comunica, spesso molto più efficacemente delle parole.
  15. 15) Ogni comportamento è frutto del funzionamento dei processi neurali interni, sia che si tratti di linguaggio che del colore della pelle o dei movimento degli occhi. Quindi ogni cambiamento di questi segnali fornisce informazioni sulla trasformazione di questi processi interni.
  16. Le rappresentazioni sensoriali, verbali e non verbali, sono le basi del linguaggio dell’esperienza soggettiva.
  17. Non esiste una comunicazione corretta o sbagliata. Esiste il risultato che definisce il tipo di comunicazione che lo ha determinato e bisogna imparare a leggere o ascoltare cosa esprime il risultato e di conseguenza variare il comportamento che lo determina.
  18. Chi sa comunicare bene è responsabile sempre di ciò che ottiene, maanche di ciò che non ottiene.
  19. I comunicatori di successo sono creativi e accettano ed utilizzano tutti i comportamenti.
  20. Si cambia a qualunque età e la gioia di vivere non ha età.

 
 
 
 
 
 
© Un criterio di analisi dell’efficacia della Programmazione Neuro linguistica applicata al processo educativo infantile - Leila Schrott
 
 
 
 

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