PNL: Insegnare come imparare
 
Una volta che l’insegnante ha individuato i movimenti oculari, i stemi rappresantazionali attraverso i predicati usati, il formatore cerca di ricorrere ai segnali d’accesso per ottimizzare l’apprendimento. Ad esempio, un bambino dice: “ Quando vedo il compito (occhi in alto verso dx), mi dico che posso farcela (occhi in basso verso sx ) ma mi sento troppo spaventato”.
Il modello (V) visual – (A) auditory – (K) kinestetic è una strategia che probabilmente egli utilizzerà in diverse aree della propria vita. 
Questa è solo una delle tante strategie che un soggetto può metter in atto e che può essere trasferita in qualsiasi settore.
 
Nonostante non tutte le strategie abbiano gli stessi risultati, lo dimostra il fatto che ci sono bimbi che rendono molto più di altri, la mission dell’educatore deve essere il gruppo e non il singolo. Egli deve coinvolgere tutti i bambini, spiegando, mostrando, facendo vivere loro un’esperienza focalizzata su ciò che si sta acquisendo, e trasferire la conoscenza di svariate tecniche d’apprendimento, tra le quali essi sceglieranno la migliore.
 
Linda Lloyd forma il maestro a scoprire e a mettere in atto la strategia più consona alla situazione, creando un elenco di consigli come segue:

  1. Pensa all’obiettivo che vuoi che i tuoi studenti raggiungano. Immaginalo visivamente e collegalo ai canali sensoriali (cosa devono sentire, vedere ecc…).
  2. Decidi quali abilità sono necessarie per essere capaci di apprendere.
  3. Entra in un atteggiamento positivo: i tuoi alunni vogliono e sanno apprendere. Insegna loro le capacità necessarie, coinvolgendo tutti i sensi e osservando continuamente il loro comportamento.
  4. Una volta notato una risposta da parte della classe, se essa coincide con lo stato desiderato, congratulati con te stessa e con i bambini. Se non corrisponde richiediti quali possono essere le abilità da costruire e sulle quali lavorare.Continua fiducioso/a.
  5. Dopo aver provato tre o quattro volte con esito negativo, decidi di scegliere un altro scopo.

Molto spesso capita che, all’interno di un gruppo ci sia un soggetto con difficoltà di apprendimento causate dall’uso di una strategia errata che deve essere individuata dall’educatore, attraverso, ad esempio, una semplice domanda. Il bambino, per rispondere al quesito, guarda in basso a sinistra (A), in alto verso destra (V) e in basso a destra (K).
Questo è il suo modello d’apprendimento che, a questo punto, viene riprodotto dall’insegnante durante una spiegazione, dicendogli, prima qualcosa (A), mostrandogli una rappresentazione visiva del concetto (V), per indurlo, infine, a provare una sensazione, un sentimento legato a ciò che vede. Anche le domande che gli verranno poste dovranno riprodurre le stesse sequenze (Quando ascolti la parola evaporare e immagini l’acqua che va nell’aria, che sensazione proverai sulla tua pelle nel sentire l’aria che ti sfiora?)
 
Un’altra attività può essere quella di modificare la strategia d’apprendimento di un soggetto, al fine di renderlo in grado di acquisire conoscenze da diversi insegnanti, con diversi metodi. Prima di tutto bisogna identificare la strategia abituale del bambino, e successivamente sfruttarla per insegnargli altre strategie. Nell’esempio del soggetto precedente, se un’insegnante usa delle immagini solamente, il bambino non sarà in grado di comprendere finché il materiale visivo non verrà supportato da parole e spiegazioni orali. Il formatore di PNL gli può insegnare, invece, a prendere conoscenza del suo modello caratterizzante, invitandolo, quando è di fronte ad un’immagine, a provare una sensazione con il ricorso ad un dialogo interiore, che gli permette di significare ciò che vede. Gli può fornire un esempio concreto dicendogli (A) di guardare l’immagine (V) e di descrivere l’impressione che percepisce interiormente (K).
 
Questi esercizi inseriti in "Classroom magic" sono indirizzati ai formatori, insegnanti e allenatori per raggiungere il bambino, conoscerlo, e sviluppare le potenzialità che sono inespresse. Un buon allenamento, per un insegnante alle prime armi che vuole mettere in pratica le tecniche di PNL, è quello di prendere come esempio un bambino nella classe e individuare la sua naturale strategia attraverso i movimenti oculari e l’analisi del linguaggio. La seconda fase consiste nel creare una lezione compatibile alle sue caratteristiche d’apprendimento e monitorare ciò che avviene in positivo o negativo.
 
 
 
 
 
 
 
 
© Un criterio di analisi dell’efficacia della Programmazione Neurolinguistica applicata al processo educativo infantile - Leila Schrott
 
 
 

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