La Teoria dell’attaccamento  in ambito organizzativo

La teoria dell’attaccamento afferma che le persone nascono con comportamenti innati che servono ad attrarre e mantenere vicinanza a figure di attaccamento, finalizzati a proteggersi da minacce fisiche e psicologiche. La teoria di Bowlby (1969) prevede che le differenze individuali nell’attaccamento si sviluppino a partire dalle prime esperienze di disponibilità e reattività delle figure di attaccamento e rimangono relativamente stabili.

Le prime concettualizzazioni degli stili di attaccamento prevedevano tre (Hazan & Shaver, 1987) o quattro categorie (Bartholomew & Horowitz, 1991; Griffin & Bartholomew, 1994). Successivamente, le concettualizzazioni si sono orientate verso un costrutto bidimensionale (Brennan, Clark & Shaver, 1998) costituito da ansietà ed evitamento.

Le persone con attaccamento ansioso hanno una visione negativa di sé che le porta ad adottare strategie di forte dipendenza dagli altri (Mikulincer & Shaver, 2005), sono solitamente ipervigili agli indizi sociali ed emotivi che provengono dagli altri (Fraley, Niedenthal, Marks, Brumbaugh & Vicary, 2006). Le persone con attaccamento evitante tendono a vedere gli altri come non disponibili o punitivi (Bowlby, 1973; Mikulincer & Shaver, 2005), questo stile porta a privarsi dell’importanza della relazione o ad evitare l’intimità emotiva (Mikuliner & Shaver, 2005). Le persone con attaccamento sicuro, che hanno bassi livelli di ansia ed evitamento, hanno un percezione positiva di sé e sono in grado di fare affidamento sulle persone; hanno maggiore sicurezza e resilienza, sono capaci di gestire le avversità attingendo dalle proprie risorse interne e dal sostegno degli altri (Mikulincer & Florian, 1998; Mikulincer & Shaver, 2005).

Gli stili di attaccamento sono caratteristiche di personalità relativamente stabili che influenzano cognizioni, esperienze affettive, di ricerca di vicinanza e di altri comportamenti durante tutta la vita della persona. Per questo motivo, è plausibile che essi influenzino anche la vita lavorativa.

Alcune ricerche suggeriscono, infatti, che gli stili di attaccamento possono influenzare il comportamento individuale a lavoro.
Hazan e Shaver (1990) hanno trovato che chi ha un attaccamento sicuro ha più alti livelli di soddisfazione lavorativa, più fiducia nel fatto che gli altri li valutino positivamente, mentre gli ansiosi si aspettano di essere sottovalutati dai colleghi. Hardy e Barkham (1994) hanno trovato che in un campione di persone in trattamento per la riduzione dello stress lavoro correlato, gli ansiosi avevano un livello maggiore di ansia riguardo le proprie relazioni al lavoro e la performance lavorativa, mentre le persone con attaccamento evitante hanno riportato più conflitti con i colleghi, problemi riguardo le ore di lavoro e difficoltà nelle relazioni fuori dal lavoro. Come scrivono Desivilya, Sabag & Ashton (2006, p. 26) “l’attaccamento evitante comporta una mancanza di orientamento prosociale, scarse abilità e know-how nel fornire aiuto al partner e mancanza di interdipendenza. Al contrario, l’attaccamento sicuro comprende l’orientamento prosociale, buone capacità di fornire aiuto e un senso di interdipendenza relazionale.” Per questo motivo, i ricercatori ipotizzano e riscontrano associazioni negative tra evitamento e ansia come predittori ed OCB.
Quick (1999) ha trovato che l’attaccamento sicuro è correlato negativamente con le disfunzioni sociali e positivamente con il benessere fisico e psicologico. Gli stili di attaccamento influenzano, inoltre, le azioni prosociali e le variabili di cittadinanza organizzativa. Mikulincer e Shaver (2007) hanno riscontrato che ansia ed evitamento sono correlate con impegno organizzativo, azioni prosociali, e comportamenti produttivi spontanei, mentre l’evitamento è correlato con le intenzioni di lasciare l’organizzazione.

Una recente ricerca di Richards e Schat (2011), nella quale vengono controllate le variabili di età, genere, personalità (Big Five), affettività e impegno organizzativo.  L’attaccamento ansioso predice significativamente il surface acting, ovvero il mostrare un’emozione senza che essa sia realmente provata, correla con i comportamenti lavorativi controproducenti, spiega una varianza aggiuntiva in OCB-O, cioè i comportamenti di cittadinanza organizzativa rivolti all’organizzazione e correla negativamente con OCB-I, cioè i comportamenti di cittadinanza organizzativo rivolti agli individui, predice, inoltre, le intenzioni di turnover.
L’attaccamento evitante predice significativamente la ricerca di rapporti strumentali e la ricerca di supporto emotivo.

 

 

Fonte:  Dott. Igor Vitale

© Clima Organizzativo e Stili di attaccamento in ambito ospedaliero - Dott. Igor Vitale
 

 

 

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