La relazione tra conflitto lavoro-famiglia e presentismo

Il valore aggiunto di questa ricerca è rappresentato dall’analisi della relazione tra il conflitto lavoro – famiglia e il presentismo. La correlazione positiva in sé era già stata esplorata e dimostrata nello studio di Johns (2011), il quale aveva usato misure self - report. In questo studio però è stato analizzato anche il rapporto di causalità tra questi due costrutti, risultato pienamente significativo. 

Johns (2011) aveva notato una significativa differenza tra i risultati ottenuti considerando il conflitto del ruolo lavorativo su quello familiare e viceversa, allertando le ricerche future a fare attenzione su questo aspetto, poiché queste due facce della stessa medaglia hanno effetti diversi sull’assenteismo e sul presentismo. Gli item di questa ricerca hanno indagato il conflitto del ruolo lavorativo sul ruolo familiare, rivelando una correlazione positiva che quindi ha confermato il risultato ottenuto da Johns (2011) e un rapporto di causalità che non è stato ancora pienamente validato nella letteratura scientifica (a conoscenza della sottoscritta). 

Anche lo studio di Camerino e colleghi (2010) ha dimostrato una relazione positiva tra presentismo e conflitto lavoro – famiglia, anche se a differenza di questo studio, il campione comprendeva solo infermiere italiane. 

Dunque si può affermare che all’aumentare del conflitto lavoro – famiglia aumenti anche il presentismo. Come è possibile giustificare questo risultato? 

Nella costruzione del questionario si è voluto dare spazio alle opinioni libere dei partecipanti, così è stata inclusa una domanda a risposta aperta nella quale ognuno doveva elencare i motivi per i quali si era recato al lavoro nonostante fosse malato o infortunato. Le motivazioni principali che sono state date riguardavano:

  • le caratteristiche del lavoro, ovvero le job demand, la mancanza di sostegno da parte dei colleghi e il lavoro in team;
  • la cultura del presentismo, che riguarda la presenza di una cultura che incentivi o induca le persone a lavorare anche quando si trovano in stati di malessere;
  • il senso di responsabilità o di colpa;
  • altre motivazioni, legate alla noia o al non desiderio di essere in mutua.

192 partecipanti hanno risposto a questa domanda, ma la maggior parte delle affermazioni  (N=114) sono ricadute sul senso di responsabilità, non solo verso l’organizzazione, ma anche verso i colleghi che poi avrebbero avuto lavoro in più da portare a termine. Se quindi i partecipanti si sentono in dovere di andare a lavoro anche quando non sono in perfetta forma, questo incide positivamente sul presentismo, ma potrebbe avere un effetto positivo anche sul conflitto lavoro – famiglia. Infatti, gli item che riguardavano questo costrutto, facevano riferimento prevalentemente allo stress e alla stanchezza che, una volta tornata a casa da lavoro, impediscono alla persona di adempiere ai doveri domestici: se una persona è debilitata fisicamente ma si sforza ugualmente nel lavoro, una conseguenza può essere proprio quella di non avere tempo e forze da dedicare alla casa e alla famiglia. Questa interpretazione dovrebbe comunque essere verificata in letteratura o mediante altre ricerche mirate.  

Per quanto riguarda le caratteristiche del lavoro, 59 persone su 192 hanno ritenuto di dichiarare che il carico di lavoro, la mancanza di sostegno e il lavoro in team siano state le cause principali delle presenze nonostante malattie o infortuni. Ciò che è interessante è che la maggior parte di queste dichiarazioni, nello specifico 25 persone, appartengono al secondo gruppo omogeneo, il quale in effetti presenta mansioni ad alta responsabilità. Avere molti lavori da portare a termine e non percepire il supporto del colleghi oppure essere vincolati dal lavoro in team può essere un fattore determinante ad aumentare anche il conflitto lavoro – famiglia. Anche in questo caso, però, è necessario confermare queste interpretazioni con ricerche bibliografiche e scientifiche. 

Un altro aspetto innovativo di questa ricerca è rappresentato dalla moderazione significativa del supporto dei colleghi nella relazione tra conflitto lavoro – famiglia e presentismo. Dalle correlazioni iniziali era infatti emerso che il supporto dei colleghi aveva una relazione negativa con il conflitto lavoro – famiglia e con il presentismo. Questo dato ha fornito i presupposti per la moderazione di questa risorsa lavorativa nella relazione tra i due costrutti. 

Moltissime ricerche hanno individuato il ruolo positivo del supporto dei colleghi sul conflitto lavoro-famiglia e sugli esiti, come per esempio Demerouti e colleghi (2011): questa ricerca ha voluto esplorare se ciò sarebbe stato vero anche per il presentismo, dato che, a conoscenza della sottoscritta, non sono reperibili ricerche che ne abbiano valutato gli effetti su questo esito. Probabilmente a confermare le ipotesi hanno contribuito più fattori, per esempio un buon supporto percepito tra colleghi (come si può notare dalle medie nella Tavola 2). Come precedentemente illustrato, Van der Doef e Maes (1999) spiegano che questa variabile sia la più conosciuta per il suo effetto buffer sullo stress lavorativo. Questa variabile è in grado di influenzare le dinamiche di presenza dei lavoratori, in quanto, come tutte le risorse lavorative, agisce sia da motivatore intrinseco sia estrinseco, rendendo i lavoratori più stimolati ad andare al lavoro anche in condizioni di malattia (Demerouti e colleghi, 2011). 

Così come per l’assenteismo, è stato valutato il ruolo moderatore della qualità delle relazioni tra colleghi nella relazione tra conflitto lavoro – famiglia e presentismo. In questo caso non è stato confermato l’effetto positivo di questa risorsa lavorativa. La qualità delle relazioni tra colleghi è risultata correlata in modo negativo al conflitto lavoro – famiglia, confermando i risultati di Sanz-Vergel e colleghi (2010), ma non ha presentato una relazione significativa con il presentismo, il che probabilmente ha influito sulla moderazione. A conoscenza della sottoscritta, non sono state trovate in letteratura scientifica studi che indagassero gli effetti positivi della qualità delle relazioni tra colleghi sul presentismo, ma, dato che le risorse lavorative potenzialmente possono moderare qualsiasi coppia di variabili nel processo stress – strain (Kahn e Byosiere, 1992), attraverso una ricerca scientifica più approfondita e avente un campione più eterogeneo per il genere e il gruppo di attività, è probabileche questa relazione si possa dimostrare. 

 

 
©  - Conflitto Lavoro Famiglia, Assenteismo e presentismo: il ruolo delle risorse lavorative - Mariarosaria Campitelli
 
 

 

 

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