Intelligenza emotiva ed altruismo: Ipotesi

Per prima cosa ci si aspetta che nella condizione di feedback positivo i partecipanti riportino emozioni significativamente più positive rispetto a quelle dei partecipanti nella condizione di feedback negativo.

Infatti, la percezione di successo che i partecipanti sperimentano ogni volta che sanno di aver salvato il bambino dovrebbe indurli anche a provare sentimenti positivi.

Nella condizione con feedback negativo, invece, la percezione di insuccesso legata al fatto di non essere riusciti a salvare il bambino dovrebbe indurre nei partecipanti un senso di inefficacia e quindi anche uno stato d'animo più negativo.

Inoltre, in entrambe le condizioni i sentimenti dovrebbero diventare più intensi man mano che i successi o gli insuccessi si accumulano.

Qualora queste ipotesi siano confermate, ci si aspetta che l'affetto abbia anche un effetto sulla motivazione implicita ad aiutare ciascun bambino.

In particolare, nella condizione di feedback positivo i partecipanti dovrebbero essere più veloci ed accurati rispetto alla condizione di feedback negativo.

L'ipotesi più importante di questo studio tuttavia è che l'intelligenza emotiva moderi il rapporto tra il feedback e le reazioni emotive e quindi e quindi influenzi l’effetto delle reazioni emotive sulla prestazione.

Dunque, ci si aspetta che i partecipanti con alta IE di tratto mantengano una maggiore stabilità emotiva nei blocchi rispetto a quelli con bassi livelli di IE di tratto.

Inoltre,  dato che le persone con alta IE di tratto hanno una maggiore tendenza a provare stati d'animo positivi (Chamorro et al. 2007), il loro umore dovrebbe essere meno influenzato dal feedback positivo.

Infine, i partecipanti con un elevata IE di tratto, poiché dovrebbero essere più abili nella regolazione delle proprie emozioni, dovrebbero anche avere prestazioni più elevate in confronto agli altri che appartengono alla loro stessa condizione sperimentale nella condizione in cui viene sempre fornito il feedback negativo.

In particolare, ci si aspetta che, nonostante il fatto che tutti i partecipanti dovrebbero provare un senso di inefficacia dovuto all'esito negativo dei loro sforzi, quelli più abili a gestire le loro emozioni mostrino un accuratezza e velocità maggiori rispetto a quelli che invece hanno bassi livelli di autoefficacia emozionale. 

 
 
Intelligenza emotiva e altruismo: effetto di ripetuti successi ed insuccessi nel comportamento d’aiuto -  © Andrea Righi
 
 
 

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