Chi è il Serial Killer

 
“ Il delitto anche se non ha la lingua può parlare” (cit. Amleto, atto 11, scena 2)
 
Negli ultimi anni, la Psicologia Investigativa, una branca della Psicologia Giuridica, si sta diffondendo e specializzando sempre più, ponendosi come obiettivo quello di sostenere le indagini giudiziarie tramite l’utilizzo di teorie e metodi scientifici.
 
Se la ricostruzione della scena del crimine fa riferimento agli strumenti dell’indagine forense e al ragionamento deduttivo, al contrario la costruzione del profilo criminale si fonda sul ragionamento ipotetico, per quanto concerne le motivazioni e le caratteristiche di personalità dell’autore del reato. 
 
Il criminal profiling si sta rilevando un’efficace metodologia ma è importante sottolineare che essa non sostituisce la classica investigazione, la criminalistica e tutte quelle procedure che sono frutto di esperienze e lavoro sul campo, ma offre una serie di strumenti utili da porre accanto ai tradizionali sistemi adottati nella lotta contro il crimine.
 
Un punto basilare sul quale poggia il criminal profiling è il seguente:
 
il comportamento di un individuo (non necessariamente un criminale) riflette la sua personalità, ne consegue che l’autore di un crimine nel commettere un reato rispecchia le sue peculiarità psicologiche e personali, nelle quali confluiscono aspetti correlati a diverse variabili quali caratteristiche intrinseche del soggetto, influenze dell’ambiente ed eventuali patologie
 
Il criminal profiling implica l’utilizzo di specializzazioni diverse provenienti da ambiti della scienza che tra loro operano con modalità interdisciplinari. 
 
Il primo fondamentale tassello utile per tracciare un criminal profiling attendibile è costituito dalla raccolta delle informazioni effettuate con tutte le tecniche a disposizione:
  • analisi della scena del delitto: posizione del corpo della vittima, armi, prove materiali correlate all’evento criminale, testimonianze; 
  • dati relativi alla vittima: informazioni biografiche e familiari, ultima volta che è stata vista, elementi di connessione con il luogo in cui è stato commesso il crimine; 
  • dati di carattere medico-legale quali cause della morte, ferite, tracce sul cadavere relazionabili a interventi post-mortem, risultati provenienti dall’autopsia e dagli esami di laboratorio; 
  • analisi del luogo in cui è avvenuto il crimine tramite valutazioni delle potenzialità criminali di quel luogo; è importante considerare se in quell’area sono già avvenuvti crimini analoghi. 
 
L’elaborazione della raccolta dei dati dovrebbe consentire di tracciare un primo quadro generale all’interno del quale contestualizzare il crimine; a tal fine è utile definire le caratteristiche (fisiche, comportamentali, ecc) dell’autore del crimine, raccogliere informazioni relative al resto (impronta) e al tempo impiegato per commettere il crimine, valutare la relazione tra l’autore e la vittima. 
I suddetti elementi raccolti permettono di tracciare un criminal profiling che può essere d’aiuto all’investigazione, orientando le procedure e, entro certi limiti, restringendo il campo di analisi. 
 
MA CHI E’ IN REALTA’ IL SERIAL KILLER?
 
 
 
Egli è un individuo che uccide almeno tre persone,in tempi e luoghi diversi. I suoi crimini quasi mai hanno una  motivazione evidente, anche se nella maggior parte dei casi lo sfondo sessuale è piuttosto chiaro; comunque non colpisce per rubare,per vendetta o per passione, ma risponde esclusivamente a istanze interiori che non riesce a frenare.
 
 
 
 
 
Tra le tipologie che lo caratterizzano:
  1. Serial killer: uccide tre o più vittime in luoghi diversi e con un periodo definito ‘cooling off time’ (che può essere tradotto con ‘intervallo emotivo’) tra un omicidio e l’altro; in ciascuno evento delittuoso, il soggetto può uccidere più di una vittima;può colpire a caso oppure sceglierla accuratamente; spesso ritiene di essere invincibile e che non verrà mai catturato.
  2. Mass murderer: (‘assassino di massa’). Uccide quattro o più vittime nello stesso luogo e in un unico evento;di solito il soggetto non conosce le proprie vittime e la scelta è per lo più casuale. 
  3. Spree killer(‘assassino compulsivo’) uccide due o più vittime in luoghi diversi e in uno spazio di tempo molto breve:questi delitti spesso hanno un'unica causa scatenante e sono tra loro concatenati; anche in questo caso, il soggetto non conosce le sue vittime e, dato che non nasconde le sue tracce,viene catturato facilmente.
 
In genere è maschio (ridottissima la percentuale di donne) e bianco( 90% dei casi) ; il primo omicidio è avvenuto intorno ai venticinque anni ed è determinante l’influenza di fattori legati alla sfera sessuale. Rilevanti risultano essere i suoi vissuti legati alla fanciullezza,segnata da episodi di violenza,anche sessuale;non a caso i genitori del presunto serial killer risultano essere spesso violenti o assenti(madre o padre delinquenti). Inoltre l’infanzia e adolescenza di tali individui sono segnate da comportamenti violenti ed aberranti nei confronti degli animali. 
 
Sul piano dei rapporti personali si constata una notevole fragilità determinata soprattutto dalla mancanza di riferimenti familiari che, però permette loro di presentarsi con un apparente normalità;inoltre si hanno ripercussioni nel legame con l’altro sesso, diffusa è ,infatti, l’omossessualità.
L’intelligenza non è mai bassa, in genere nella media, questo però non permette loro di raggiungere una posizione professionale stabile ed appagante.
 
Nell’omicida seriale possono essere presenti più parafilie (si intende con questo termine  ricorrenti ed intensi impulsi sessuali, fantasie o comportamenti che coinvolgono oggetti, attività o situazioni insolite.) ma, in primo luogo questo individuo trae piacere fisico nell’uccidere, di conseguenza quasi mai interrompe il meccanismo compulsivo che lo porta ad assassinare; infatti il serial killer cessa di colpire generalmente quando è arrestato o perde la vita.
 
 
Bibliografia:
ychiatric Association, Manuale diagnostico e statistico dei  disturbi mentali (DSM-IV-TR), Tr.it. Masson, Milano, 2000.
∙ Centini M., I Serial Killer. Xenia , Milano, 2001.
∙ Picozzi M., Zappalà A., Criminal Profiling. Dall’analisi della scena del delitto al profilo        psicologico del criminale. Mc Graw-Hill, Milano, 2002.
 

 

 

 

© Chi è il Serial Killer - Dr.ssa Elena Flamia e Dr.ssa Iolanda Pantalone

 

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