Approcci allo studio dell’intelligenza

Lo statistico inglese Francis Galton, pioniere della psicometria e della applicazione di metodi statistici rivolti allo studio dell’intelligenza, creò  il primo test standardizzato atto a misurare l’intelligenza umana, attraverso l’analisi di eugenetica ed ereditarietà. Nel testo “Indagine sulle Capacità Umane e suoi Sviluppi” pubblicato nel 1883, Galton ipotizzò potesse esserci una correlazione tra l’intelligenza e le variabili di tipo fisico. Non fu in grado di dimostrare le correlazioni scoperte e abbandonò la ricerca.

Gli psicologi francesi Alfred Binet e Théodore Simon, nel 1905, pubblicarono la Scala Binet-Simon (Binet e Simon, 1905), un test di intelligenza incentrato sulle abilità lessicali dei bambini in età scolare. Oltre a misurare l'età mentale del bambino, il test cercava di identificare anche un eventuale ritardo mentale.        

Nel 1912 lo psicologo tedesco William Louis Stern (Stern, 1912) coniò il termine I.Q. (dal tedesco Intelligenz-Quotient) che definì la risultante della formula (età mentale/età biologica)*100. Con questo calcolo, due bambini di età diversa, la cui intelligenza fosse risultata pari alla media, avrebbero entrambi ottenuto il punteggio 100. Un bambino di 10 anni che avesse ottenuto il punteggio di un bambino di 13, ad esempio, avrebbe avuto un QI di 130 (100*13/10). 

Lewis M. Terman (Terman, 1916) della Stanford University, sostenitore come Stern che l'intelligenza si dovesse misurare con un quoziente, introdusse, nel 1916, lo Stanford-Binet Intelligence Scale, un affinamento della Scala Binet-Simon che però si rivelò di difficile applicazione ad un pubblico adulto.        

 Nel 1939 David Wechsler (Wechsler, 1939) cre  il primo test d'intelligenza per soggetti adulti, la Wechsler-Bellevue Adult Intelligence Scale e nel 1949 la Wechsler Intelligence Scale for Children (WISC). Le prime Scale WAIS si articolavano nei subtest Scala Verbale e Scala di Performance, da somministrare in sequenza. Dopo essere stata rivista e ripubblicata nel 1955 come Wechsler Adult Intelligence Scale (WAIS), in seguito alla morte di Wechsler, la batteria di test fu revisionata e pubblicata nel 1981come Wechsler Adult Intelligence Scale - Revised (WAIS-R). In questa versione vennero eliminati gli item  obsoleti, modificato l'ordine di somministrazione dei subtest e adattata l'attribuzione dei punteggi. Nel 1997 venne pubblicata la WAIS-III e nel 2008 la WAIS-IV (tr. it. 2013), vennero introdotte nuove prove e la possibilità di ricavare indici nuovi. I subtest sono stati suddivisi in quattro gruppi che portano alla valutazione di altrettanti indici: l'Indice di Comprensione Verbale (ICV), l'Indice di Ragionamento Visuo-Percettivo (IRP), l'Indice di Memoria di Lavoro (IML) e l'Indice di Velocità di Elaborazione (IVE). A ciascuna prova viene attribuito un punteggio grezzo commutato poi in punteggio ponderato (con media 10 e deviazione standard 3) sulla base di una tabella di conversione costruita sui dati di un campione normativo di fascia 19-34 anni d’età, quella cioè che mostra migliori prestazioni al test. Le Scale Wechsler vengono oggi impiegate nella valutazione di ragazzi e adulti (16-90 anni), aiutano a comprendere come il soggetto utilizzi le proprie capacità e risorse mentali e permettono di valutare i processi cognitivi sottostanti al funzionamento di:

•    pensiero
•    memoria
•    esame di realtà
•    capacità di pianificazione                  

La scala WAIS è stata il primo test d'intelligenza a basare i propri punteggi su una distribuzione normale standardizzata invece che su un quoziente relativo all'età. Dalla pubblicazione della WAIS, quasi tutte le scale di intelligenza hanno adottato questo metodo di attribuzione del punteggio. 
 
 
 
 
 
 

© I predittori della performance accademica  - Laura Foschi
 
 

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