Capitolo 1

MOTIVAZIONE INTRINSECA E MOTIVAZIONE ALLA RIUSCITA

L’apprendimento, vale a dire la capacità di immagazzinare informazioni teoriche e procedure pratiche, varia in funzione della motivazione, cioè della volontà di acquisire competenza. L’approccio più interessante alla motivazione è quello che prende in considerazione le componenti intrinseche della stessa. A tale riguardo i costrutti rilevanti sono cinque:
· la curiosità epistemica;
· la motivazione di effectance;
· l’autodeterminazione;
· l’esperienza di flusso;
· l’interesse.

1.1 CURIOSITÀ EPISTEMICA

La curiosità epistemica fa riferimento al bisogno di conoscere e trae origine dalle teorie che spiegano la motivazione come una risposta a bisogni di vario tipo, semplici e universali (ad es. sfamarsi e proteggersi dal freddo), oppure complessi e legati a fattori socio-culturali (ad es. sentirsi stimati e approvati). La curiosità epistemica è un bisogno universale di conoscere e di apprendere che si manifesta tramite l’esplorazione dell’ambiente ed è motivata solo dal desiderio di sapere (Berlyne, 1960). La curiosità però può essere implementata anche dalla noia e quindi dal bisogno di nuove stimolazioni di tipo percettivo che permettono di ottenere nuove informazioni. La teoria della curiosità epistemica evidenzia il ruolo dell’ambiente e le caratteristiche degli stimoli che da esso provengono piuttosto che gli atteggiamenti e gli obiettivi del soggetto. Berlyne definisce queste caratteristiche come proprietà collative dello stimolo, cioè elementi di novità e di incongruenza con le precedenti conoscenze. Sono queste incongruenze, che creano un conflitto, a generare la motivazione ad apprendere. Questa motivazione risponde al bisogno di ottenere nuove informazioni, cioè alla curiosità, per superare il momento di incertezza.
In una situazione ottimale le proprietà collative dovrebbero permettere una stimolazione di media entità. Se il livello di stimolazione tende al basso potrebbe generarsi una situazione di monotonia con conseguente abbandono di interesse, al contrario se tende verso l’alto avrà luogo un effetto inibitorio accompagnato da manifestazioni ansiogene. Soltanto se l’intensità della stimolazione (o la discrepanza dall’informazione) ha un livello medio ci può essere una motivazione intrinseca di curiosità che consente un’esplorazione ambientale soddisfacente e una focalizzazione attentiva senza percezioni di ansia né rischio di fallimento. Il limite della curiosità epistemica è che non fornisce garanzie circa la costanza e la persistenza di fronte alle novità e agli ostacoli; di conseguenza non può rappresentare l’unica motivazione intrinseca a imparare.

© Compiti di prestazione e compiti di apprendimento: sviluppi recenti - Fabrizio Manini

 

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